La meritocrazia secondo Bisignani. La rete segua questa vicenda come la stampa non farà mai

Tempo fa la Gelmini difese a spada tratta la sua riforma della scuola affermando che era una “riforma che favoriva la meritocrazia”. Brunetta ha fatto una guerra per sostenere la meritocrazia. MERITOCRAZIA, è una parola che molto spesso riempie le bocche dei politici italiani come se fosse un mantra. E poi cosa succede? Si scopre che quella meritocrazia tanto declamata non esiste e che a favorire le nomine di politici e imprenditori è un sistema che si basa su tutto meno che sulla meritocrazia.

La vicenda che riguarda Bisignani ci insegna che le nomine a Ministro, ai servizi segreti, alla RAI, alle Ferrovie di Stato, i sottosegretari, i portaborse e persino gli autisti dei ministri venivano decise in base alle simpatie personali o a favore di grandi interessi e non in base ai meriti di quella o di quell’altra persona. Intendiamoci, non è una novità. In Italia è sempre successo questo. Evitiamo però di pretendere criteri meritocratici dagli altri quando poi emerge che noi (dove noi è inteso come policanti) siamo dove siamo solo perché c’è stato un losco personaggio che ci ha “indicato”.

Il quadro che emerge dalle prime indagini della Procura di Napoli sulla cosiddetta  “P4” delinea un paese nelle mani di una sola persona che non è Berlusconi ma è un personaggio politicamente trasversale che ha contatti con tutti (o quasi) i politici e i partiti politici. Non è un caso che si dica che Berlusconi abbia affermato che Bisignani era più potente di lui. E’ sicuramente vero.

Quello che spaventa è come la vicenda Bisignani sia in qualche modo “poco seguita” dai media televisivi e in buona parte della stampa. Paradossalmente è stata più seguita la vicenda del tinello di Montecarlo di Fini o il Bunga Bunga di Berlusconi. Non vi sembra una cosa strana? Ho come l’impressione che non si voglia scoperchiare completamente il “sistema meritocratico di Bisignani” perché vorrebbe veramente dire mettere in discussione ogni parte politica di questo Paese.

E invece potrebbe veramente essere l’occasione buona per mandare a casa questa banda di politici corrotti che assomiglia più ad una banda bassotti piuttosto che alla classe dirigente di una grande Paese come l’Italia. Questa volta la gente non deve prendere la vicenda Bisignani con il solito mantra che “così fan tutti” oppure “sia sa, la politica è questa” oppure “tutti mangiano”. E’ ora di finirla con questi luoghi comuni altrimenti il nostro paese non uscirà mai dalla triste situazione in cui si trova. Se non la segue la grande stampao le TV, che vuoi o non vuoi sono sempre in mano a qualche lobby di potere, deve essere la rete a seguire fino in fondo questa vicenda. La grande stampa seguirà a ruota perché non ne potrà fare a meno. Scardiniamo insieme questo “sistema meritocratico” basato sulle amicizie piuttosto che sulla vera meritocrazia. Facciamo in modo che questa gentaglia non ci lasci un Paese più distrutto di quello che è ora. Ne va del nostro futuro.

Tamara Rinaldini

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