La metropolitana di Gaza

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Ieri sera per la prima volta RaiNews24 ha mandato in onda un servizio sulla Guerra a Gaza non fazioso, non il solito servizio di propaganda a favore di Hamas che ci propina od ogni ora Lucia Goracci. Ha mandato in onda una intervista a quello che senza dubbio è il miglior giornalista italiano in Medio Oriente, Maurizio Molinari.

Molinari, con la sua solita pacatezza, ha spiegato agli italiani quali sono gli obbiettivi israeliani, cioè la distruzione della vastissima rete di tunnel costruita da Hamas sotto Gaza, una rete lunga decine e decine di Km che molto spesso parte dall’interno delle case abitate, una rete di tunnel dotata di tutto, persino di aria condizionata. Molinari ha spiegato che c’è una rete di tunnel offensiva e una rete di tunnel difensiva. La prima parte da dentro Gaza e sbocca diversi Km all’interno del territorio israeliano. Serve ai terroristi per portare attacchi nelle retrovie israeliane ma, soprattutto, a rapire civili e soldati israeliani. La seconda, quella difensiva, serve a mantenere in sicurezza i terroristi ed è dotata di tutti i confort, compresa l’aria condizionata, riserve di cibo e tanto altro. Serve anche a nascondere i depositi di armi ed esplosivi, i missili e in alcuni casi le rampe di missili.

Ma la cosa più interessante del lungo ragionamento di Maurizio Molinari è stato quello del costo di questa vera e propria metropolitana di Gaza. Secondo Molinari, che cita fonti israeliane e palestinesi, il costo di questa opera sarebbe di un milione di dollari per ogni Km. Il cemento armato con cui sono stati costruiti questi tunnel è quello che sarebbe dovuto essere destinato alla costruzione di infrastrutture civili a Gaza, quello che la comunità internazionale ha voluto ad ogni costo togliere dalla lista dei materiali proibiti per “ragioni umanitarie”. Ecco dov’è finito il cemento armato umanitario.

E mentre Hamas spendeva centinaia di milioni di dollari per costruirsi la propria metropolitana del terrore, gli abitanti di Gaza non hanno un sistema fognario degno di questo nome, non hanno un acquedotto adeguato, non hanno infrastrutture e, soprattutto, non hanno rifugi dove andare quando Israele reagisce agli attacchi dei terroristi di Hamas. Quei lunghissimi tunnel del terrore non possono essere usati dalla popolazione civile per proteggersi, no, vengono usati solo da Hamas e dai loro famigliari. Per Hamas i civili è meglio lasciarli fuori e se muoiono va anche meglio, il sangue innocente serve moltissimo alla propaganda terrorista.

Ed è curioso come sempre RaiNws24 cerchi di far passare questa immensa opera come qualcosa che serva a portare viveri alla popolazione, quasi che ne volesse giustificare la monumentale costruzione. La realtà è che quei tunnel non servono affatto alla popolazione ma, nella migliore delle ipotesi, servono ad alimentare il mercato nero di Hamas e a proteggere i terroristi e nella peggiore a compiere attentati terroristici. Quei tunnel sono un’arma terroristica a tutti gli effetti.

La domanda che però noi adesso ci poniamo è: possibile che la comunità internazionale, sempre molto attenta alle sorti degli abitanti di Gaza quando Israele reagisce agli attacchi terroristici, non si sia mai chiesta che fine facessero le tonnellate di cemento che ogni settimana entravano a Gaza visto che di costruzioni civili non se ne vedevano? Possibile che non si chieda come mai Hamas non permette ai civili di rifugiarsi in questi tunnel? C’è qualcuno che può dare una risposta a queste semplici domande?

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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