La Mogherini vola in Turchia per “consolidare la cooperazione” con lo Stato Islamico

By , in Report e analisi on . Tagged width: , , ,

Il titolo non è sbagliato. Lunedì e martedì Federica Mogherini sarà in visita in Turchia ufficialmente per rinsaldare le relazioni tra Turchia e Unione Europea e per chiedere ad Ankara maggiore collaborazione nella lotta allo Stato Islamico. In realtà è come se l’agnello andasse nella tana del lupo a chiedere gentilmente di non essere sbranato.

La Turchia e lo Stato Islamico sono la stessa cosa, non credo che serva un grande esperto di politica internazionale per affermare questa ovvietà. Dalla Turchia passano indisturbati i combattenti del ISIS, il petrolio del ISIS, le armi del ISIS, i soldi del ISIS, il tutto alla luce del sole. Non c’è mistero e non c’è inganno direbbe un noto mago italiano.

Eppure dopo tanti anni l’Unione Europea organizza una visita ad altissimo livello in Turchia alla quale oltre alla Mogherini parteciperanno anche il commissario all’allargamento Johannes Hahn e il commissario per gli aiuti umanitari Christos Stylianides.

Già il fatto che ci sia Johannes Hahn fa supporre che, nonostante tutto, l’Unione Europea stia ancora tentando di far entrare la Turchia in Europa. Evidentemente tutto ciò che è avvenuto in Turchia negli ultimi anni per la UE è del tutto ininfluente, evidentemente il fatto che sia proprio la Turchia la principale base operativa del ISIS per la Mogherini e per gli “scienziati” europei è del tutto normale. Da qui il titolo: non si sta cercando di consolidare una cooperazione con la Turchia ma nei fatti si sta cercando un contatto con lo Stato Islamico.

Le altre cose spaventose sono due: la prima è che nel comunicato diffuso dalla UE il commissario Johannes Hahn ammetta esplicitamente di essere impegnato affinché la Turchia entri in Europa, la seconda è che con molta probabilità l’Unione Europea concederà ampi finanziamenti alla Turchia destinati ufficialmente ai profughi provenienti da Siria e Iraq ospitati proprio in Turchia, il che sarebbe anche giusto se non fosse che tutti quei soldi, e saranno tanti, finiranno nelle mani di ONG come la IHH che dietro alla facciata umanitaria finanziano il terrorismo e lo Stato Islamico.

Non è per fare polemica a tutti i costi, ma ci chiediamo quale politica estera porti avanti l’Unione Europea se dopo aver finanziato ad ampie mani i terroristi di Hamas cerca anche di aprire un canale di comunicazione con lo Stato Islamico attraverso la Turchia. Finiremo per rimpiangere lady Ashton.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

[glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter

© 2014, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata