La moglie di Arafat ha finito i soldi. Organizzata una colletta

La moglie dell’ex terrorista palestinese insignito del Nobel per la Pace, Yasser Arafat, ha finito i soldi lasciati dal marito e frutto di anni e anni di ruberie. Lo si deduce dal fatto che la povera e inconsolabile vedova e sua figlia abbiano chiesto di riaprire il caso sulla morte del terrorista palestinese.

La scusa gliela data una campagna mediatica lanciata da Al Jaseera nel tentativo di creare “il martire Arafat” secondo la quale il terrorista Nobel per la Pace sarebbe stato ucciso con il Polonio e, naturalmente,  a farlo sarebbe stato il Mossad.

L’inconsolabile vedova, che alla morte del marito ha fatto propri tutti i conti correnti occultati in Svizzera con milioni di dollari, deve aver finito la considerevole somma e punta ad avere un risarcimento in denaro, sia dalle autorità francesi che, a detta sua, avrebbero frettolosamente classificato il decesso come “infarto” e, naturalmente, dagli israeliani che si sono dilettati a giocherellare con il polonio.

La vedova del terrorista, che è inseguita anche da un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità tunisine e mai ritirato, ha presentato una denuncia per assassinio alla magistratura francese che nei prossimi giorni dovrà decidere se accettarla o meno. Nel frattempo si stanno organizzando collette spontanee a sostegno della povera donna e di sua figlia, letteralmente in mutande. Non si sa bene come cavolo abbia fatto a spendere tutti i soldi rubati dal marito (1,3 miliardi di dollari come minimo) ma tant’è. Chi volesse aiutare la povera donna può contattare l’Autorità Nazionale Palestinese, i più esperti nel chiedere soldi e farli sparire nel nulla. Insomma, una vera garanzia.

Sarah F.

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