La morsa di Hezbollah sul Golan preoccupa Israele (analisi)

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Fino a poco tempo fa Hezbollah aveva sempre negato di essere presente nelle alture del Golan dove a scontrarsi erano l’esercito regolare siriano e i ribelli di Al-Nusra, legati ad Al Qaeda. Poi qualcosa è cambiato. Prima alcuni rapporti della intelligence israeliana davano per certa la presenza di Hezbollah in alcuni villaggi drusi del Golan, poi l’attacco del 18 gennaio dove persero la vita importanti uomini del gruppo terrorista libanese e un generale iraniano hanno smontato completamente la versione di Hezbollah.

Appurato quindi che Hezbollah è presente nel Golan e a seguito dell’attentato che lo scorso 28 gennaio ha ucciso due militari israeliani, la tensione tra Israele e il gruppo terrorista libanese legato all’Iran è vorticosamente salita fino ad arrivare alle bellicose dichiarazione di Hassan Nasrallah che affermava apertamente che da ora in poi Hezbollah non avrebbe più rispettato le regole d’ingaggio previste dalla risoluzione 1701, un ulteriore passo verso la escalation.

Dal mare Mediterraneo al Golan, la lunga linea del fronte

Ora è chiaro che con gli Hezbollah anche sulle alture del Golan la situazione strategica è completamente cambiata per Israele. Se fino a pochi giorni il fronte con il gruppo terrorista libanese si limitava al solo Libano oggi si è aperto anche il fronte del Golan. In termini militari significa che il fronte è molto più vasto mentre in termini di Diritto Internazionale e al netto delle dichiarazioni di Nasrallah, significa che i terroristi libanesi possono agire fuori dal vincolo imposto dalla risoluzione 1701 dell’Onu. Uno sviluppo molto preoccupante per Israele. Fino ad oggi i caccia israeliani hanno potuto colpire i convogli di armi che dalla Siria partivano per il Libano (lo hanno fatto diverse volte) senza avere tante preoccupazioni in merito alle eventuali risposte siriane. Adesso potrebbe non essere più così, anzi, è quasi una certezza. Come reagirà Hezbollah a un nuovo ulteriore attacco aereo contro convogli di armi destinati a loro? Dal Golan potrebbe reagire anche pesantemente senza essere vincolato alla risoluzione 1701. Due giorni fa altissimi ufficiali delle Guardie della Rivoluzione Iraniana e in particolare delle famigerate “forze al-Quds” si sono incontrati con Nasrallah e all’evento è stato dato ampio risalto a differenza di altre volte quando invece gli incontri si tenevano segreti. E’ come se si fosse voluto mandare un messaggio a Israele. Fotografie satellitari mostrano armi pesanti degli Hezbollah sulle Alture del Golan e tra queste anche alcuni lanciatori di missili iraniani. E di certo il Generale Mohammad Ali Allahdadi, ucciso nell’attacco del 18 gennaio, non era certo nel Golan per una scampagnata. E’ quindi ampiamente prevedibile che un ulteriore attacco israeliano a obbiettivi in Siria sarà seguito da una forte reazione.

Israele non cambia la sua “politica di prevenzione”

Ma a Gerusalemme, pur non sottovalutando il rischio, non si fanno prendere dal timore e fanno sapere che la politica preventiva di Israele non cambierà. Gli israeliani faranno tutto quanto necessario affinché le armi siriane non giungano ad Hezbollah. Questo nei giorni scorsi ha fatto dire a molti esperti ed analisti di Medio Oriente (tra i quali Michael C. Williams con un fondo sulla Reuters) che la guerra tra Israele ed Hezbollah è praticamente inevitabile. E’ solo una questione di tempo. Ma è veramente così? Personalmente non ne sarei così sicuro. Hezbollah è fortemente impegnato nella guerra in Siria e,come dice lo stesso Michael C. Williams, questa volta non avrebbe il supporto del mondo arabo diviso nettamente tra sciiti e sunniti. Non sono così convinto che i terroristi libanesi si getterebbero in una guerra a tutto campo con Israele. Il dilemma più grosso resta proprio Israele: cosa farà se ci dovesse essere un ulteriore attentato di Hezbollah?

Resta il fatto che a Gerusalemme hanno allungato di molto le antenne sul Golan, per altro già a livelli molto alti per la presenza di Al-Nusra. La presenza statica di Hezbollah non è un gran bel segnale soprattutto perché sono andati a sostituire i militari regolari siriani. Vedremo nelle prossime settimane quello che succederà, ma la mossa di Hezbollah rischia veramente di scatenare un conflitto su larga scala al minimo incidente.

[glyphicon type=”user”] Analisi di Aaron T.

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