La OLP porta Israele alla Corte Penale Internazionale

La OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) ha reso noto ieri che intende portare Israele di fronte alla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra legati al conflitto di Gaza del 2014 e a quella che i palestinesi definisco “la illegale colonizzazione di terre palestinesi”.

A renderlo noto è stato ieri il Segretario Generale della OLP, Saeb Erekat, che con un comunicato ufficiale ha annunciato di aver chiesto alla Corte Penale Internazionale di aprire un procedimento contro Israele per crimini di guerra.

«E’ giunto il momento di passare alla fase successiva e di indagare Israele per il crimine di insediamento illegale, l’aggressione contro Gaza, le violenze contro il popolo palestinese e la questione dei prigionieri» ha detto Erekat in una dichiarazione. «La Corte Penale Internazionale è l’unico posto adatto per Israele vista l’assenza di responsabilità della comunità internazionale verso i crimini commessi dalla occupazione israeliana e la sfida del Governo israeliano alle decisioni delle istituzioni internazionali» ha poi concluso.

L’Autorità Nazionale Palestinese, di cui la OLP è parte integrante, ha aderito alla Corte Penale Internazionale nel 2015 e già in passato aveva minacciato più volte di portare Israele di fronte alla CPI. Gia dopo la Risoluzione 2334 dell’ONU del dicembre scorso che condannava gli insediamenti la OLP aveva tuonato che avrebbe portato Israele di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia ma fino ad ora le minacce non avevano trovato seguito a causa del timore che Israele avrebbe reagito tagliando ogni relazione con la ANP con gravi ripercussioni su molti settori, a partire da quello dell’energia a quello della telefonia passando per il blocco delle rimesse derivanti dalla applicazione delle tasse palestinesi che il Governo israeliano incassa per contro della ANP. Ora, forti di quel regalo di Obama i palestinesi sembrano seriamente interessati a portare Israele di fronte al TPI al quale però Israele (come gli Stati Uniti) non aderisce.

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