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La questione palestinese? Tutto business e terrorismo

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Non c’è niente di politico nella questione palestinese. Tutto si riduce a mero business e al sostegno al terrorismo. Nessun reale interesse per le sorti della popolazione palestinese o per i loro diritti ma solo uso strumentale della questione palestinese per arricchimento personale o per finanziare il terrorismo che mira alla distruzione di Israele.

Ieri una indagine dello Shin Bet ha rivelato come una famosa organizzazione internazionale cristiana, la World Vision, nel corso degli anni abbia dirottato nelle tasche di Hamas milioni e milioni di dollari che dovevano servire a portare aiuto umanitario alla popolazione palestinese. Si sono attaccati a tutto, persino ai soldi destinati ai disabili agli indigenti e ai bambini (qui trovate un ottimo riassunto di tutta la faccenda pubblicato da Israele.net). Sempre ieri la nostra organizzazione, nell’ambito della iniziativa per chiedere la chiusura della UNRWA, ha pubblicato una prima parziale lista dei donatori e dei fondi internazionali destinati alla agenzia ONU che si occupa dei palestinesi. Centinaia di milioni di dollari che vanno ad alimentare l’odio verso Israele e ad ostacolare qualsiasi soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese. Nulla a che vedere con l’aiuto umanitario o con il finanziamento allo sviluppo.

Ormai la maschera sulla questione palestinese è definitivamente calata e la comunità internazionale ne deve prendere atto se non vuole rendersi complice di terroristi e truffatori. Non ci sono filo-palestinesi ma solo anti-israeliani. La differenza tra i due concetti è enorme perché nel primo caso vedremmo persone che lavorano effettivamente per il bene dei palestinesi e lotterebbero contro i mafiosi di Hamas e di Fatah e contro l’arricchimento che deriva dal business palestinese. Ma non è così, a nessuno interessa veramente dei palestinesi, l’unico interesse è nuocere a Israele e alimentare all’infinito il conflitto israelo-palestinese per continuare sia a fare business che ad alimentare l’odio anti-israeliano.

Quello degli aiuti destinati ai cosiddetti palestinesi è una questione che per troppo tempo la comunità internazionale ha accuratamente evitato di affrontare. I palestinesi ricevono ogni anno aiuti decine di volte superiori a qualsiasi paese in via di sviluppo, eppure mentre la dirigenza palestinese e i gruppi terroristici si arricchiscono o comprano armi, solo un microscopica parte di quel fiume di denaro finisce nell’aiuto umanitario o allo sviluppo. E’ così evidente che è persino imbarazzante doverlo rimarcare di nuovo. Non è bastato scoprire che un fiume di denaro destinato ai palestinesi sia sparito nel nulla, non è bastato nemmeno che fosse la Corte dei Conti dell’Unione Europea a certificarlo, fino ad oggi tutti (ma proprio tutti) hanno colpevolmente chiuso gli occhi diventando complici di questi criminali.

In realtà non si dovrebbero denunciare i criminali palestinesi e le organizzazioni (ONG e organismi internazionali) che beneficiano di questa enorme truffa che è la questione palestinese, ma si dovrebbero denunciare coloro che permettono tutto questo, a partire dall’Unione Europea che con il suo silenzio/assenso si rende complice di crimini che sono veramente di fronte agli occhi di tutti.

Scritto da Maurizia De Groot Vos

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