La resa di Obama ai Fratelli Musulmani

E’ una vera e propria resa quella del Presidente USA, Barack Hussein Obama, nei confronti dei Fratelli Musulmani egiziani. Ieri una delegazione di estremisti islamici egiziani è stata ricevuta con tutti gli onori alla Casa Bianca.

Ho parlato di resa ma in effetti si potrebbe parlare di “aperto riconoscimento” di un movimento estremista che sostiene gruppi terroristici come Hamas e che propri ieri, attraverso il suo massimo leader e candidato alla presidenza dell’Egitto, Khairat el-Shater, ha fatto sapere che l’obbiettivo dei Fratelli Musulmani è quello di introdurre la Sharia in Egitto, con tutto quello che ne consegue.

La visita degli estremisti islamici a Washington è stata descritta dai soliti buonisti come “il segno della moderazione dei Fratelli Musulmani”, ma in effetti è il maldestro e tardivo tentativo della amministrazione Obama di mettere un freno alle ambizioni e al programma della Fratellanza Musulmana, un programma che oltre a introdurre la Sharia in Egitto prevede un aperto sostegno ad Hamas e, con molta probabilità, la rottura del trattato di pace con Israele. Solo ora, forse, Obama si rende conto a chi ha consegnato l’Egitto e quali danni questo porterà negli equilibri del Medio Oriente. Personalmente  penso sempre che la politica di Obama sia il frutto di una precisa strategia pro-islamica che gli sta sfuggendo di mano, ma per rispetto verso gli amici americani facciamo finta di credere che sia il frutto dell’idiozia di un Presidente inetto.

Resta il fatto che con l’accoglienza alla Casa Bianca di una delegazione dei Fratelli Musulmani si riconosce apertamente a questo movimento estremista e terrorista un ruolo di primaria importanza in Medio Oriente, una cosa che si poteva senza dubbio evitare procedendo magari, se si voleva capire quali fossero le prossime mosse degli estremisti egiziani, con una serie di incontri fatti in sordina, così come è sempre avvenuto. Ecco perché sostengo che l’avvento della Fratellanza Musulmana sia il frutto di una precisa politica di Barack Hussein Obama.

Nel frattempo, mentre Khairat el-Shater annunciava di voler introdurre la Sharia, al Cairo ieri per l’ennesimo giorno protestavano le guide turistiche, migliaia e migliaia di persone rimaste senza lavoro a causa del crollo del turismo in Egitto, un crollo verticale del 90% che toglie linfa vitale al Paese  e che costituiva la principale entrata di denaro straniero e una della maggiori voci del PIL egiziano. La gente non va più in Egitto per paura degli estremisti. Questo è il primo importante risultato dell’avvento dei Fratelli Musulmani e della politica suicida di Barack Hussein Obama.

Sarah F.

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