La sporca guerra di Obama contro Israele

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Non era mai successo prima che fonti ufficiali del Pentagono informassero la stampa americana su presunte operazioni militari segrete condotte da Israele. Invece di recente sembra la norma. E’ successo a Maggio quando in Siria è stato attaccato un deposito di armi iraniane destinate ad Hezbollah ed è successo nuovamente qualche giorno fa quando è stato fatto saltare un deposito di armi nella città siriana di Latakia.

In ambo i casi a diffondere la notizia che gli attacchi erano stati condotti da Israele non sono state fonti giornalistiche o fantomatiche gole profonde, ma è stato il Pentagono attraverso l’uso della cosiddetta “fonte anonima”. Addirittura nell’ultima occasione (quello dell’attacco a Lakatia) il Pentagono ha specificato con precisione le modalità dell’attacco arrivando a smentire fonti giornalistiche che parlavano di un attacco aereo precisando che invece l’attacco era avvenuto per mezzo di missili lanciati da un sottomarino israeliano di classe Dolphin posizionato al largo delle coste siriane.

Che siano vere o meno queste informazioni (il Governo israeliano non ha mai confermato nulla) è un dato di fatto che tali notizie mettono seriamente a rischio la sicurezza di Israele e la buona riuscita di eventuali future operazioni militari. E, come fa notare Alex Fishman su Ynet, quando una cosa del genere accade una volta si può pensare che sia un caso, ma quando accade due volte in pochissimo tempo si deve pensare a una vera e propria strategia.

E se siamo di fronte ad una precisa strategia è impossibile non pensare che Obama ne sia perfettamente a conoscenza e che quindi la avvalli. Ma perché Obama conduce o ha ordinato al Pentagono di condurre questa vera e propria guerra sporca contro Israele?

E’ chiaro che l’interventismo difensivo di Israele dia parecchio fastidio a Barack Hussein Obama, probabilmente perché scombina i suoi assurdi piani e rischia di trascinare gli USA, ufficialmente alleato strategico di Israele, in un conflitto con la Siria che Obama ha fatto di tutto per evitare. E se è vero che proprio la Siria potrebbe essere la miccia definitiva del conflitto dei conflitti, quello con l’Iran, è chiaro che Obama non può apprezzare le azioni difensive israeliane. Qualche maligno, forse meno maligno di quanto si pensi, afferma che per Obama il fatto che Hezbollah si rafforzi militarmente sarebbe la miglior garanzia contro un attacco israeliano alle centrali nucleari iraniane. Per questo sarebbe “parecchio seccato” che Israele stia sistematicamente distruggendo le migliori armi in dotazione alla Siria, quelle che molto probabilmente il regime siriano vorrebbe trasferire ad Hezbollah, ma soprattutto che lo faccia da solo dimostrando di poter colpire i propri nemici anche senza l’aiuto americano. Ma come detto, siamo nel campo delle “malignità”.

Un dato è certo, la distruzione del deposito di armi di Lakatia ha probabilmente messo la parola fine al pericolo rappresentato dai missili S-300 russi dato che, secondo molte fonti concordanti, il deposito conteneva proprio gli S-300. Ebbene, né la Russia, né la Siria hanno fatto il minimo fiato su questo attacco anche perché probabilmente dovrebbero ammettere che quei missili si trovavano proprio li. L’unico a non gradire sembra essere Obama.

Sharon Levi

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