La strana politica di Obama sull’Iran (analisi)

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C’è qualcosa che non mi torna in merito alla politica di Obama nei confronti dell’Iran: o il Presidente americano è diventato improvvisamente uno stratega di altissima caratura, oppure sta giocando con il fuoco e rischia di trasformare il Medio Oriente in una polveriera più esplosiva di quanto non lo sia oggi.

Gli analisti su questo sono molto discordi. I sostenitori dell’accordo con l’Iran dicono che Obama ha fatto in modo che in Iran non prendessero il sopravvento i conservatori e gli intransigenti legati al Grande Ayatollah Ali Khamenei. I critici invece dicono che non si sarebbe potuto raggiungere alcun accordo senza il benestare di Khamenei e che quindi in realtà la parte che si è rafforzata è proprio quella intransigente e conservatrice.

Un altro argomento usato dai sostenitori di questo accordo è quello legato alla lotta allo Stato Islamico che, a detta loro, non si potrebbe combattere senza il fondamentale supporto iraniano. Chi lo contesta afferma invece che la lotta all’ISIS è stata usata da Obama come una sorta di grimaldello per scardinare le resistenze europee (in particolare francesi) ma che in effetti l’ISIS si potrebbe benissimo combattere anche senza l’apporto iraniano, basterebbe semplicemente volerlo.

Dove sta la verità? Cerchiamo di capirlo partendo da alcune considerazioni sulla situazione interna all’Iran. Di sicuro a Teheran ci sono due fazioni, quella intransigente che, come detto, è legata a Khamanei, e quella cosiddetta “riformista” che invece sostiene il Presidente iraniano, Hassan Rouhani. Questo è quello che ci dicono i più eminenti analisti e gli esperti di Iran. Ma è veramente così? Quanto è veramente “riformista” il Presidente Rouhani? Per capirlo dobbiamo avvalerci di dati non ufficiali per lo più forniti dalla dissidenza iraniana. Da quando Rouhani è al potere sono aumentati gli arresti di dissidenti, di blogger, di donne che non vestono come il regime pretende, sono aumentate le limitazione alla rete globale ma, soprattutto, sono aumentate di moltissimo le esecuzioni capitali. Tutto quello che aveva promesso Rouhani in campagna elettorale e che, alla sua vittoria, ha fatto gridare gli occidentali al “cambiamento” è stato smentito dai fatti. Fino ad oggi Rouhani è stato più duro e inflessibile di Ahmadinejad. Eppure continua a essere considerato un riformista. In compenso però da quando Rouhani è al potere la politica espansionista iraniana ha fatto passi da gigante prendendosi quasi tutto l’Iraq, la Siria, il Libano attraverso gli Hezbollah e tentando di prendere il controllo dello Yemen. I pasdaran iraniani stanno combattendo su tre fronti, quello iracheno, quello siriano che gli ha portati a mettere i piedi sulle Alture del Golan, quindi al confine con Israele, e infine su quello yemenita. Francamente nemmeno il vecchio Ahmadinejad era riuscito in tanto.

In questo contesto Obama ha pensato bene di raggiungere un accordo con l’Iran sul suo programma nucleare, non un accordo che impedisca agli Ayatollah di dotarsi di armi nucleari (come abbiamo spiegato ieri) ma un accordo che semplicemente cerca (e sottolineo cerca) di rimandare quel momento. Secondo Yakub Halabi, arabo-israeliano professore di relazioni internazionali presso il Azrieli Institute of Israel Studies della Concordia University di Montreal, questo accordo ha salvato l’Iran dalla implosione interna e ha impedito ai duri del regime di prevalere sui cosiddetti moderati. Ma come abbiamo visto non c’è alcuna differenza tra duri e moderati iraniani se non nell’appellativo. E poi, come mai la Guida Suprema Khamenei ha avvallato l’accordo? Perché mica si vorrà pensare che i negoziatori iraniani abbiano accettato senza il benestare di Khamenei? E ancora, non era forse tra le “politiche non invasive” di Obama la destabilizzazione dall’interno dell’Iran? Per quale motivo adesso si è fatto questo passo indietro? E’ davvero una strana politica quella di Obama sull’Iran, una politica del tutto incomprensibile e senza un filo logico nemmeno nel lunghissimo periodo.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Aaron T.

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