La Turchia di Erdogan complice dei terroristi di Hamas. Europa e USA, aprite gli occhi

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La Turchia del Saladino Erdogan che vuole entrare in Europa, membro della NATO, auto-dichiaratasi democratica nonostante le durissime repressioni dei dissidenti, ne fa un’altra delle sue e offre aiuto e assistenza a uno dei più pericolosi gruppi terroristici del mondo, Hamas.  

A sancirlo ufficialmente è lo stesso Recep Tayyip Erdogan che ieri ha incontrato davanti alle telecamere il capo di Hamas, Khaled Mashaal, e non solo ha garantito il totale appoggio della Turchia al gruppo terrorista ma ha anche offerto ai vertici di Hamas un riparo sicuro in Turchia dopo che in Qatar, dove erano scappati all’inizio delle rivolte in Siria, non sarebbero più tanto contenti di ospitarli.

La cosa curiosa e che dovrebbe far riflettere l’Europa e soprattutto gli Stati Uniti, è che l’incontro tra Erdogan e Mashaal è avvenuto lo stesso giorno in cui i funzionari della Autorità Nazionale Palestinese e quelli Israeliani si sono incontrati per la nona volta al fine di trovare un accordo definitivo di pace e il fatto che Erdogan incontri il capo di un movimento che si oppone duramente a qualsiasi accordo con Israele e che ha nel suo statuto la distruzione dello Stato Ebraico, la dice lunga su come la pensi il “democratico” premier turco.

Non per niente all’incontro, che per la cronaca è durato oltre tre ore, hanno partecipato il Ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, il capo della intelligence turca, Hakan Fidan, il sottogretario di Erdogan, Ibrahim Kalin e il primo consigliere di Erdogan, Sefer Turan. Un incontro quindi ai massimi livelli che ha dato a Khaled Meshaal una sorta di investitura ufficiale come “amico della Turchia”.

La stampa non è stata ammessa all’incontro e non sono seguite dichiarazioni ufficiali, ma secondo alcuni funzionari turchi che hanno parlato in anonimato, Erdogan avrebbe offerto ai vertici di Hamas un rifugio in Turchia, soldi da inviare a Gaza e il sostegno diplomatico della Turchia al gruppo terrorista oltre a importanti informazioni di intelligence riguardanti la volontà dei militari egiziani di dare il via a una operazione all’interno della Striscia di Gaza.

L’incontro tra Erdogan e Mashaal arriva nel momento di massimo isolamento di Hamas, dopo che i Fratelli Musulmani sono stati cacciati dall’Egitto e dopo che anche il Qatar si è allontanato dal gruppo terrorista palestinese mentre l’Iran ha apparentemente sospeso ogni forma di sostegno ad Hamas. Anche questo dovrebbe far riflettere gli USA e l’Europa sul comportamento di Herdogan che con questo incontro sancisce ufficialmente il suo sostegno a un gruppo ritenuto universalmente terrorista e praticamente isolato da tutti anche nel mondo arabo.

Purtroppo siamo sicuri che nemmeno di fronte a questa palese evidenza i burocrati europei rinunceranno a fare tutto il possibile per trascinare la Turchia in Europa, cioè quello che sta diventando a tutti gli effetti un regime islamico governato da un Premier che appoggia apertamente il terrorismo.

Noemi Cabitza

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