La Turchia si schiera con i terroristi di Hamas. Silenzio di Obama

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A masked member of Hamas stands in front of a banner during a protest in Central Gaza Strip

La Turchia laica e neutrale voluta da Ataturk  è ormai solo un pallido ricordo. A sancirlo definitivamente sono le gravissime parole pronunciate dal Premier turco, Recep Tayyip Erdogan, durante la sua visita a Washington che collocano la Turchia stessa ufficialmente al fianco di uno dei peggiori gruppi terroristici del mondo: Hamas.

Perché parlo di “parole gravissime”? Erdogan parlando alla stampa ha detto che «Hamas è vitale per i colloqui di pace» e che quindi «Fatah e Hamas devono raggiungere una intesa nazionale». Ma la cosa più grave l’ha detta quando ha affermato che «la Turchia considererà la questione palestinese come un affare interno alla Turchia stessa». Poi ha aggiunto il solito mantra che «Israele deve ritirarsi entro i confini del 1967» e che deve «riconoscere uno Stato palestinese».

Ora, a parte il fatto che chiedere a Israele di riconoscere uno Stato palestinese significa capovolgere la verità. Sono i palestinesi che non riconoscono (e non intendono farlo) lo Stato di Israele e non il contrario. Affermare poi che Hamas è vitale per i negoziati di pace significa prendere un abbaglio di dimensioni colossali in quanto Hamas ha ribadito più volte (l’ultima pochi giorni fa) che non intende in alcun modo parlare di pace con Israele ma che la sua intenzione è quella di distruggere lo Stato Ebraico. Far finta di non sapere queste cose, come fa Erdogan, significa essere in malafede o, peggio, significa allearsi direttamente con i terroristi.

Ma il fatto gravissimo non è tanto quanto detto da Erdogan che ormai da molto tempo ha manifestato le sue simpatie per i terroristi islamici e per la Fratellanza Musulmana, quanto piuttosto che queste parole le abbia dette a Washington senza che nessuno dell’Amministrazione americana si sia sentito in dovere di replicare. Le parole di Erdogan assumono infatti un particolare significato proprio per il contesto in cui sono state pronunciate e non per quanto espresso, che rimane grave ma che non è certo una sorpresa.

Erdogan ha poi confermato che il prossimo mese intende recarsi nella Striscia di Gaza seguendo l’esempio dell’Emiro del Qatar con cui sembra che la Turchia stia pianificando il futuro del Medio Oriente. Un esplicito riconoscimento dei terroristi di Hamas che pone la Turchia in una posizione conflittuale con Israele in quanto non è possibile sorvolare su quelle che sono le intenzioni apertamente dichiarate da Hamas.

In tutto questo Obama dimostra ancora una volta di non avere attributi e che a livello di politica estera la sua amministrazione è la peggiore di ogni tempo nella storia degli Stati Uniti, una Amministrazione che ha letteralmente demolito gli equilibri in Medio Oriente e che anche adesso non fa assolutamente niente per rimediare ai propri disastri.

Noemi Cabitza

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