Lampedusa: ora il rischio è sanitario. Promesse del Governo ancora disattese

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Ora la paura degli abitanti di Lampedusa è quella delle epidemie. A dirlo ieri pomeriggio il Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, che durante una conferenza stampa ha affermato: «C’è il rischio di un’epidemia a Lampedusa dove mancano le condizioni igieniche e di sicurezza per l’enorme numero di immigrati che finora sono arrivati».

Altri sbarchi sono intanto avvenuti questa notte. Tre barconi provenienti dalle coste africane hanno sbarcato altri 290 migranti che portano così il numero dei clandestini sull’isola a 5.500, superiore a quello degli abitanti.

Qualche speranza è arrivata dal Ministro dell’Interno Maroni il quale ha assicurato al sindaco dell’isola l’imminente arrivo della nave San Marco e un ponte aereo con almeno cinque voli giornalieri per trasportare il maggior numero di clandestini in altri luoghi. Il problema è che fino adesso tutte le promesse fatte da Governo agli isolani non sono state mantenute.

Lo stesso Maroni si recherà nel breve periodo (non è chiaro se sin da oggi o nei prossimi giorni) in Tunisia per cercare di bloccare le partenze verso l’Italia. Gli isolani, ormai allo stremo con le strutture al collasso, propongono un vero e proprio blocco navale coordinato dalla Marina Militare, una ipotesi ventilata da più parti ma difficilmente attuabile.

Maroni intanto è tornato a parlare di “pericolo infiltrazioni terroristiche tra i migranti”. Dall’inizio dell’anno sono arrivati quasi 15.000 immigrati clandestini, «quasi tutti tunisini» ha detto il Ministro.  Il Viminale ha fatto sapere di aver intensificato il monitoraggio dei centri islamici nel timore che tra i clandestini vi siano infiltrati di Al Qaeda.

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