Lampedusa sta scoppiando: situazione drammatica per profughi e isolani

Solo nella ultima nottata sono approdati nell’isola di Lampedusa altri cinque barconi con a bordo 450 immigrati che portano il numero di disperati presenti sull’isola a oltre 5 mila unità. Una situazione che chiaramente non è più sostenibile né per i lampedusani né per gli immigrati.

Ieri i cittadini di Lampedusa si erano ribellati con tutte le loro forze alla creazione di una sorta di campo profughi permanente impedendo di scaricare le tende che avrebbero dovuto quantomeno dare un po’ di sollievo ai migranti, costretti a dormire all’addiaccio in quanto il centro di permanenza temporaneo aperto sull’isola (circa 700 posti) è stracolmo.

Oggi, secondo quanto promesso dal Ministro Alfano al sindaco di Lampedusa, il Consiglio dei Ministri riunito in sessione speciale per la crisi libica, dovrebbe affrontare anche la drammatica situazione dell’isola e vedere come e dove spostare gli immigrati in modo da alleggerire la pressione su Lampedusa. Da giorni si parla dell’arrivo della nave S.Marco che dovrebbe trasportare 5/600 profughi da un’altra parte, ma non si sa dove portarli per cui rimango dove stanno. Una situazione insopportabile e del tutto deleteria per l’isola che vive di turismo e pesca.

Intanto continuano gli sbarchi. Nelle prossime ore sono previsti gli arrivi di altri barconi dal Nord Africa che potrebbero portare la situazione di Lampedusa davvero al tracollo. Oltre all’elevatissimo numero di migranti che non si sa più dove mettere, si profila anche un problema di sicurezza per gli isolani in quanto i rifugiati girano liberamente sull’isola e sono praticamente sprovvisti di tutto il che potrebbe spingerli a commettere furti e/o violenze. Il Problema è stato sollevato dal Primo Cittadino di Lampedusa e ripreso da diversi abitanti, ma il Governo è al palo e non sa come gestire questa emergenza. Si aspetta di vedere cosa deciderà il Consiglio dei Ministri straordinario ma di questo passo dubitiamo che il problema possa essere risolto in breve tempo. Intanto l’isola affonda.

Carlotta Visentin

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