Lampi di guerra tra Iran e Israele sul Golan (come previsto)

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La scorsa notte l’esercito israeliano ha colpito obbiettivi in Siria dopo che ieri almeno quattro razzi erano stati sparati dal territorio siriano verso la l’Alta Galilea. E’ la risposta israeliana a un deliberato attacco che i vertici militari israeliani attribuiscono alle forze Quds iraniane ( nelle vesti della Jihad Islamica) presenti nel Golan.

In passato era già successo che colpi di artiglieria cadessero accidentalmente in territorio israeliano, ma quello di ieri è stato un attacco deliberato contro Israele al quale l’IDF non poteva non rispondere. E molto significativamente la responsabilità dell’attacco è stata attribuita da subito alla Jihad Islamica, propaggine delle forze Quds iraniane, invece che agli Hezbollah, sempre alleati dell’Iran ma distinti dalla Jihad Islamica proprio in quanto quest’ultima è una emanazione diretta dei pasdaran.

Già nei giorni scorsi avevamo affrontato il discorso della situazione nel Golan e, come purtroppo avevamo previsto, è stata confermata l’alta criticità della zona, una criticità che potrebbe spingere Israele a una azione in territorio siriano per creare un’area di sicurezza.

Il portavoce della Jihad Islamica, Daud Shihab, ha negato in modo deciso che il suo gruppo terrorista sia responsabile dell’attacco contro Israele avvenuto ieri, ma l’intelligence israeliana ha le prove certe che a ordinare e dirigere l’attacco sia stato Saeed Izadi, capo del dipartimento palestinese della Jihad Islamica e direttamente agli ordine di Teheran.

Iran vuole infiammare il fronte nord del Golan e quello sud di Gaza

E’ convinzione dei vertici militari israeliani che l’Iran voglia infiammare il fronte nord del Golan e contemporaneamente quello di Gaza a sud dove da settimane la Jihad Islamica mostra segni di insofferenza verso il cessate il fuoco raggiunto tra Hamas e Israele dopo l’operazione Margine Protettivo dello scorso anno. Per questo motivo il Northern Command del IDF ha studiato un piano su larga scala che prevede, oltre agli attacchi di rappresaglia come quello di questa notte, anche una azione più vasta con l’ingresso di truppe di terra in territorio siriano al fine di mettere in sicurezza i confini di Israele. Nei giorni scorsi l’IDF ha annunciato il posizionamento di una ulteriore batteria di Iron Dome ad Ashdod, nel sud di Israele, mentre contemporaneamente ha potenziato la presenza militare nel nord con un rafforzamento delle unità da combattimento e di artiglieria dotate di missili Tamuz.

Situazione molto pericolosa

La situazione nel nord di Israele viene definita dai vertici militari israeliani come “molto pericolosa”. Un attacco iraniano (per interposta persona attraverso Hezbollah o la Jihad Islamica) viene dato per certo da diverso tempo, per questo Israele vorrebbe anticipare le mosse iraniane e provvedere a creare una vasta zona di sicurezza in territorio siriano. I missili sparati ieri sono partiti dalla zona di Quneitra, una delle poche ancora sotto controllo di Hezbollah (e quindi dell’Iran) a dimostrazione dell’urgenza di una azione preventiva.

Scritto da Sarah F.

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