L’arma elettorale dei clandestini

Mentre continuano ad arrivare i barconi di disperati dal Nord Africa, oltre 1.500 nelle ultime 24 ore, Lampedusa continua a sprofondare sotto il peso di migliaia e migliaia di persone migranti che trovano nell’isola la porta naturale dell’ingresso in Europa.

La situazione a Lampedusa è sempre più drammatica, anche a livello sanitario. E’ di queste ore la notizia che un team di sanitari si sta recando nell’isola per monitorare attentamente la situazione. Ieri il Premier, Silvio Berlusconi, ha promesso che presto provvederà a risolvere la situazione, ma con la frequenza con cui Berlusconi mantiene le sue promesse, non è che i lampedusani possono stare tanto tranquilli.

Eppure il numero di migranti sin qui arrivati è risibile rispetto a quello di altre emergenze affrontate dall’Italia in passato e comune è lontanissimo dall’esodo biblico profetizzato da Maroni e, per essere onesti, anche da noi. Per il momento la “bomba migratoria” si limita prevalentemente ai tunisini mentre ancora non si sono mossi i moltissimi migranti dell’Africa Subsahariana già presenti in Libia e in Tunisia, probabilmente perché non hanno i mezzi economici per la traversata. Allora perché, anche in previsione di un peggioramento della situazione, non si riesce a risolvere il “problema Lampedusa”?

L’impressione è che, come si dice in certi contesti, si voglia “ciurlare nel manico”, cioè che ci sia una volontà pretestuosa di aggravare la situazione al solo scopo di “distrarre l’opinione pubblica” e di “inculcare il concetto di emergenza” e conseguentemente quello di “invasione biblica di disperati” verso i paesi europei.

Lo scopo è sempre lo stesso: quello di spaventare la gente con il “pericolo immigrato”. Lo hanno già fatto con il “pericolo rom”, con il “pericolo violenza nelle città”, con il “pericolo terrorismo” ecc. ecc. Lasciare Lampedusa in questa situazione ha uno scopo ben preciso, mostrare una situazione di pericolo che in effetti non c’è, spaventare la gente e far gridare all’invasione di clandestini.

Il problema c’è, nessuno lo vuole minimizzare, ma da qui a lasciare deliberatamente che Lampedusa sprofondi sotto il peso di migliaia di persone solo perché l’esodo biblico non è ancora iniziato e per dare, attraverso al TV, la sensazione di “pericolo reale”, ce ne passa. Una ondata di 15/16 mila profughi si gestisce diversamente e meglio di come si sta facendo in questo momento. L’Italia ha i mezzi e lo ha già fatto in passato (ricordate gli albanesi?). Se quindi questa volta si agisce diversamente è solo perché c’è la volontà politica di farlo (o di non fare nulla).

Chi trae beneficio politico da questa situazione? Di certo la Lega Nord che sulla “paura dell’immigrato” ci ha fondato una intera linea politica. Poi, ma non secondo, Berlusconi. Per lui gli eventi accaduti nelle ultime settimane sono stati una manna a livello mediatico. Tra il terremoto in Giappone, la guerra in Libia e l’emergenza immigrazione, l’attenzione degli italiani si è spostata dal bunga bunga a problematiche ben diverse e sicuramente più serie. Insomma, chi glielo fa fare di risolvere il problema di Lampedusa?

Bianca B.

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