L’assordante silenzio di Vauro sul massacro del vignettista siriano

Qualche giorno fa il vignettista siriano Ali Ferzat è stato brutalmente massacrato da agenti del regime per aver osato disegnare una vignetta satirica sul dittatore siriano nella quele si vedeva Bashar al-Assad fare l’autostop a  Gheddafi in fuga dalla Libia. Qualcuno in Italia ha definito questo eroico vignettista il “Vauro siriano”. Mai accostamento è stato così ingrato per Ali Ferzat.

Infatti, al Vauro originale che a un suo collega abbiano spezzato le mani non gliene può fregà de meno, tanto che ha accuratamente evitato di esprimere un minimo di solidarietà con il povero vignettista siriano che, ben sapendo che ogni volta che disegna una vignetta satirica rischia la galera, ha continuato a deliziare l’opposizione con sferzanti vignette sul regime.

Chissà, se magari fosse stato un vignettista palestinese accidentalmente caduto per le strade di Gaza (chiaramente per colpa del Mossad), di sicuro Vauro non avrebbe fatto mancare la sua solidarietà e avrebbe riempito pagine intere raccontando dell’eroico vignettista palestinesi massacrato dalle buche di Gaza e, quindi, da Israele. Ma qui si tratta di un vignettista siriano che ha osato contestare uno degli amici di Vauro (Assad è nemico di Israele e il nemico del mio nemico è mio amico) e quindi non merita la sua attenzione. Come del resto i poveri siriani massacrati sempre da Assad.

Lui è troppo concentrato a organizzare le vacanze a Gaza con la ex Freedom Flotilla sulla quale, vedrete, non mancherà di disegnare. Certo, lui lo può fare, può disegnare tutto quello che vuole tanto nessuno lo andrà a cercare. Da noi non è come in Siria dove al povero Ali Ferzat hanno spezzato le mani.

Peccato Vauro, hai perso una splendida occasione per dimostrare che in fondo un po’ di umana imparzialità c’è anche in te.

Sarah F.

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