Lavrov a Israele: «Iran legittimato a stare in Siria». Silenzio americano

Lavrov dice che gli iraniani sono legittimati a stare in Siria in base all’accordo raggiunto con gli americani. Israele ribadisce che farà tutto quanto in suo potere per impedirlo

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Gerusalemme, Israele (Rights Reporter) – Il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha detto che in base all’accordo di cessate il fuoco in Siria l’Iran è legittimato a mantenere le proprie truppe in territorio siriano in quanto in quell’accordo non ci sono impegni né da parte russa né da parte iraniana per un ritiro dei contingenti militari. A riferirlo è l’agenzia russa Interfax.

Non è chiaro al momento se nell’accordo citato da Lavrov venga specificato a che distanza devono stare le truppe iraniane e le milizie a loro associate dal confine con Israele, anche se è parso di capire che questo non venga specificato. Secondo alcuni analisti il recente accordo raggiunto tra la Russia e gli Stati Uniti sulla Siria non specificherebbe nulla in merito alla presenza di truppe iraniane e di Hezbollah a ridosso del confine con Israele, il che giustificherebbe le parole di Lavrov.

Netanyahu la settimana scorsa aveva ribadito a russi e americani che Israele non avrebbe permesso il posizionamento di truppe iraniane a ridosso del confine con lo Stato Ebraico e aveva altresì ribadito che Israele avrebbe fatto tutto quanto in suo potere per garantire la sicurezza del territorio israeliano, il che significa anche la possibilità di un intervento in territorio siriano se si intravvedesse un qualsiasi pericolo.

L’accordo annunciato da una dichiarazione congiunta russo-americana prevede che tutti i combattenti stranieri in Siria debbano lasciare il territorio siriano, ma evidentemente la Russia non considera i militari iraniani e i terroristi di Hezbollah come dei combattenti stranieri.

Questo fatto rischia seriamente dì degenerare in un casus belli che potrebbe scatenare un conflitto tra Israele e Iran che incendierebbe tutto il Medio Oriente. Rimane da chiarire se anche gli Stati Uniti sono d’accordo con l’interpretazione russa di questo fantomatico accordo.

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