Le balle di fine anno di Abu Mazen

Il ghigno è quello delle migliori occasioni, lo stesso che aveva il pedofilo Arafat dopo aver violentato una delle sue piccole vittime. E’ un sorrisetto, quello mostrato ieri sera da Abu Mazen, che la dice lunga sulla soddisfazione che prova di fronte ai suoi nell’affermare che quella che all’apparenza sembra una sconfitta in realtà è una vittoria.

Il riferimento è alla bocciatura da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu della risoluzione palestinese che chiedeva pace entro un anno e il ritiro delle truppe israeliane in Cisgiordania entro il 2017. Ebbene, per Abu Mazen anche la bocciatura è una vittoria perché ha dimostrato alla sua gente che LUI è in grado di andare fino in fondo senza farsi condizionare o intimorire. E la sua gente, come sempre, si beve tutto.

Ed è vero che Abu Mazen può ritenersi soddisfatto. Ancora una volta è riuscito nella impresa di non creare uno Stato Palestinese quindi continuerà a usufruire dei cospicui aiuti internazionali e a tenere la sua gente nella povertà e nell’ignoranza. Pensate cosa sarebbe successo se invece quella risoluzione fosse passata. Il povero Abu Mazen si sarebbe dovuto rimboccare le maniche e creare veramente uno Stato, con tutto quello che ne consegue. Invece così può continuare con il vecchio metodo. E ti credo che ha quel ghigno in faccia.

Ora poi ne ha inventata un’altra, ha firmato l’adesione della Palestina, si di quello Stato che ancora non c’è, allo Statuto di Roma, quello per intenderci che ha dato il via alla creazione della Corte Penale Internazionale. Ma se ricordo bene lo Statuto di Roma parla chiaro in merito alla possibilità di aderirvi, cioè occorre essere uno Stato e non mi pare che la Palestina sia uno Stato. Certo, Abu Mazen può firmare quello che vuole, anche un assegno a noi, ma un conto è mettere un firma e un conto è chiedere l’adesione ad uno Statuto.

Ma si sa, i palestinesi si bevono di tutto e così credono che con quella firma Abu Mazen potrà chiedere l’incriminazione di Israele per “crimini di guerra”. Poverini i palestinesi, nessuno gli ha detto che la Corte Penale Internazionale può perseguire solo la singola persona e non lo Stato (la CPI ha giurisdizione sovranazionale e può processare individui «non stati» responsabili di crimini di guerra, genocidio, crimini contro l’umanità, crimine di aggressione commessi sul territorio e/o da parte di uno o più residenti di uno Stato Parte, nel caso in cui lo stato in questione non abbia le capacità o la volontà di procedere in base alle leggi di quello stato e in armonia con il diritto internazionalefonte). Ma in fondo chi se ne frega? L’importante è farglielo credere ai poveretti.

E andiamo avanti così anche quest’anno, andiamo avanti con un Presidente palestinese illegittimo che viene osannato come fosse il salvatore quando invece è semplicemente un mentitore seriale, l’ennesimo mentitore palestinese.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

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