Le domande da fare a Berlusconi, comunque finisca oggi

Solo nel primo pomeriggio sapremo se il Governo del “portavoce di Putin” l’avrà spuntata grazie alla selvaggia compera di voti oppure saranno soldi e promesse gettate al vento. Un fatto sembra essere comunque certo: comunque vada a finire si va verso le elezioni anticipate. Allora, dando per scontato che “il portavoce di Putin” si candiderà di nuovo a rais del suo partito, ci sarebbero alcune domandine che vorremmo fare al futuro (ri)candidato Premier:

Berlusconi Afeworki

1.       Se si andasse a nuove elezioni con questa legge elettorale, verranno di nuovo nominati Dell’Utri e Cosentino nelle fila del PDL? In poche parole, si nomineranno i due pluripregiudicati per evitare che finiscano in manette? Con cosa lo tengono in pugno i due pluripregiudicati?

2.       Cosa ne sarà degli altri indagati presenti nelle fila del PDL? Verranno anche loro rinominati?

3.       Dovendo essere il Premier eletto un uomo al di sopra di ogni sospetto, il sig. Berlusconi pensa di chiarire pubblicamente tutte le vicende che lo riguardano? In particolare, pensa di spiegare agli italiani i suoi rapporti (quelli veri) con Putin? Pensa di spiegare com’è veramente la vicenda delle case ad Antigua e se veramente (come sostiene Report) ha condonato il debito che quel Paese aveva verso l’Italia in cambio di interessi personali?

4.       Pensa di affrontare come un comune cittadino i processi che lo riguardano oppure ci propinerà l’ennesima legge ad personam?

5.       Pensa di risolvere il colossale conflitto di interessi?

6.       Pensa di dare informazioni sui veri rapporti che intercorrono tra lui e il dittatore libico Gheddafi?

7.       Pensa di illustrare agli elettori italiani quali sono i rapporti che intercorrono tra la Italcantieri (che fa capo a suo fratello) e il dittatore eritreo Afeworki?

Ce ne sarebbero di domande da fare al “portavoce di Putin” ma io mi fermerò a queste pochissime e facili domandine che però nessuno gli fa mai in forma diretta. E’ anche vero che da sempre il “portavoce di Putin” rifiuta il confronto diretto, soprattutto in TV, preferendo i monologhi. Infatti è letteralmente terrorizzato che qualcuno gli ponga delle domande imbarazzanti e che lo svelerebbero anche a quegli italiani che hanno ancora la benda agli occhi.

Naturalmente anche queste domande finiranno nell’oblio. Non può oggettivamente dare delle risposte che lo sputtanerebbero apertamente. Insomma,  come sempre, non dirà niente che potrà essere usata contro di lui, come si vede nei film americani quando si arrestano i criminali. Ma se è vero che “chi tace acconsente” ovvero “chi tace conferma”, dovranno essere gli elettori a trarre le giuste conclusioni.

Carlotta Visentin

© 2010, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata