Leader di Hamas in fuga dal califfato di Gaza

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I coraggiosi comandanti di Hamas urlano a squarciagola “armiamoci e partite”. Dicono che se Israele proverà a reagire contro Hamas “si apriranno le porte dell’inferno”, ma per adesso le uniche porte che cercano di far aprire sono quelle del valico di Rafah per potersi mettere in salvo, LORO.

Da due giorni è in corso una accesa mediazione tra il Qatar (che rappresenta Hamas) e l’Egitto per convincere il Governo egiziano ad aprire il valico di Rafah e permettere così ai boss di Hamas e alle loro famiglie di fuggire e di mettersi in salvo. Solo loro, nessun altro. Poche centinaia di persone che chiedono all’Egitto di poter transitare per qualche ora in territorio egiziano in attesa che un aereo li porti in salvo nel sicuro Qatar.

Ma l’Egitto, che ha dichiarato guerra ad Hamas, tiene duro e al momento non ha autorizzato alcuna apertura del valico di Rafah. Anzi, secondo alcune fonti egiziane, ha arrestato due elementi di primo piano di Hamas che cercavano di uscire dal califfato di Gaza attraverso un tunnel appena scavato.

I dirigenti di Hamas sostengono che “è un dovere umanitario dell’Egitto permettere a donne e bambini di mettersi in salvo”, ma in Egitto rispondono che le persone in attesa di passare il valico di Rafah non sono certamente “profughi” e che non è corretto aprire il valico solo per poche persone infischiandosene delle altre.

I leader di Hamas, ben nascosti probabilmente tra gli ignari civili, temono di essere presi di mira dalla intelligence israeliana. Dai loro nascondigli lanciano minacce e proclami ma cercano di mettersi vigliaccamente in salvo. Peccato che a Gaza queste cose non le sappiano.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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