Il leader del ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi, con un messaggio audio diffuso ieri è tornato a minacciare Israele. «La Palestina sarà la vostra tomba» ha detto – tra le altre cose – al-Baghdadi rivolto agli israeliani.

I toni del messaggio non preoccupano certo Israele che sa come difendersi dai terroristi, denotano piuttosto la ricerca da parte del ISIS di un maggiore consenso tra i musulmani dove basta nominare la parola “Israele” per ottenere attenzione e seguaci. Un po’ come succede tra i vari movimenti politici che fanno dell’odio verso Israele una vera e propria arma di reclutamento, primo tra tutti il M5S e in particolare Manlio Di Stefano la cui pagina su Facebook è diventata di recente (più del solito) una vera e propria alcova di antisemiti, negazionisti e anti-israeliani senza se e senza ma fomentati dai sapienti post di reclutamento del (dis)onorevole Manlio di Stefano.

Non facciamo l’accostamento ISIS – M5S a cuor leggero anche perché il M5S è filo-Assad e filo-Iran, non certo quindi amico del ISIS, l’accostamento riguarda il metodo e l’obiettivo finale.

Ieri nel suo messaggio il leader del ISIS ha detto che «se la coalizione islamica contro lo Stato Islamico (riferendosi alla coalizione fondata dall’Arabia Saudita) fosse veramente islamica taglierebbe i suoi legami con i crociati e gli ebrei e il suo obiettivo sarebbe quello di uccidere gli ebrei e liberare la Palestina». Ecco, la parolina magica è proprio “Palestina”. Ogni volta che qualcuno ha bisogno di fare proselitismo (che sia politico, ideologico o religioso) e di reclutare in certi ambienti estremisti usa la cosiddetta “Palestina”. ISIS lo fa per avere consenso e reclutare tra i musulmani, il M5S lo fa per avere consenso e reclutare tra gli odiatori, i negazionisti, gli antisemiti e tra quella vasta fascia che va dalla estrema sinistra alla l’estrema destra che racchiude il peggio dell’antisemitismo da borgata.

Per carità, è tutto normalissimo, non c’è nulla di eccezionale in tutto questo, ma il fatto che persone come Manlio Di Stefano, che per di più siedono alla Commissione Esteri della Camera, usino gli stessi metodi di reclutamento di Abu Bakr al-Baghdadi dovrebbe far riflettere coloro che non si riconoscono in questo meccanismo alimentato dall’odio anti-ebraico e anti-israeliano. E come vedete non abbiamo usato il termine “antisemita” anche se pensiamo che alla base di tutto quest’odio ci sia solo mero antisemitismo, ma non lo diremo limitandoci solo a pensarlo.

E allora quel “uccidere gli ebrei” pronunciato ieri dal leader del ISIS diventa “dagli all’ebreo” o il più politicamente corretto “dagli a Israele” usato ad ampie mani da alcuni deputati del M5S. Quell’essere così apertamente schierati con l’Iran, con Hezbollah e con il macellaio Assad pone il M5S sullo stesso piano di tutti coloro che vogliono la distruzione di Israele, unica vera democrazia in Medio Oriente, e lo sterminio del suo popolo, a prescindere dalla fede o dalla ideologia. E quando un movimento politico preferisce le dittature alle democrazie, quando un movimento politico si allinea agli obiettivi di un movimento terrorista e a quelli delle peggiori teocrazie islamiche (come l’Iran) crediamo che chiunque sia dotato di un minimo di intelletto dovrebbe quantomeno rifletterci prima di pensare di votarlo.

Scritto da Bianca B.

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1 Comment

  1. giuseppe

    ho sempre scritto che i grillini sono la peste, sinistra mascherata, utili idioti dello ius soli, riciclati da Rifondazione Comunista, Democrazia Proletaria, Verdi, Arcobaleno ecc.
    Il poco Onorevole Di Stefano é un islamofilo, e lo sostiene pubblicamente dicendo che ha molti elettori musulmani.