Legge anti-gay: paesi islamici pronti a sostenere Uganda e altri

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Dopo qualche giorno di silenzio sulla vergognosa legge anti-gay promulgata in Uganda, anche i musulmani ugandesi e i paesi arabi del Golfo fanno sentire la loro voce che, naturalmente, è di plauso per la legge firmata dal Presidente Meseveni.

Nei giorni scorsi avevano plaudito alla legge ugandese Iran, Pakistan e Afghanistan, ora arrivano le dichiarazioni ufficiali della comunità islamica in Uganda e dei Paesi arabi del Golfo pronti a sostenere l’Uganda in caso di sanzioni da parte dell’occidente.

Il primo a pronunciarsi è stato Hajji Nsereko Mutumba, uno dei maggiori leader del Uganda Muslim Supreme Council (UMSC) il quale ha affermato che «ci vuole un leader coraggioso per sfidare tutte le potenze occidentali che hanno minacciato di tagliare gli aiuti all’Uganda nel caso il Presidente avesse firmato la legge anti-gay, quindi vorrei congratularmi con il presidente Museveni per la sua decisione di firmare il disegno di legge anti-gay e garantirgli il pieno appoggio della comunità islamica ugandese».

Le dichiarazioni di Mutumba fanno seguito alla presa di posizione ufficiale dei Paesi arabi del Golfo i quali uno dietro l’altro hanno plaudito alla decisione del Presidente Museveni e hanno garantito il loro pieno appoggio finanziario all’Uganda nel caso l’occidente applichi sanzioni a causa della legge anti-gay. La più esplicita è stata l’Arabia Saudita che attraverso il suo incaricato di affari in Uganda  ha fatto sapere di essere disposta a finanziare il Governo Ugandese se Museveni resisterà alle pressioni occidentali. Il Ministero degli steri saudita è andato addirittura oltre dicendosi disponibile a fare altrettanto con tutti quei Paesi africani che adotteranno leggi simili a quella ugandese.

Il caso della legge anti-gay in Uganda rischia quindi di creare un pericolosissimo precedente che potrebbe investire diversi Paesi africani che già hanno in previsione leggi simili, come la Nigeria e il Kenya ai quali ben preso potrebbero unirsi lo Zimbabwe e altri Paesi. A fomentare questo vergognoso fenomeno di discriminazione è una strana alleanza tra gli evangelisti americani che hanno fortemente voluto la legge anti-gay in Uganda e i Paesi islamici. E a parte i primi giorni, in occidente già nessuno ne parla più mentre in Uganda è iniziata una vera e propria la caccia alle streghe con la pubblicazioni di liste di omosessuali. Un grosso passo indietro dell’Umanità, un ritorno al medio evo ingiustificabile.

Paola P.

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