Legge elettorale e anticorruzione: la resistenza di indagati e nominati. Ci vogliono i forconi?

Un filo sottile (ma poi nemmeno tanto) lega la legge anticorruzione e quella elettorale. La prima non può essere votata da un nugolo di indagati (un centinaio) perché sarebbe come darsi la zappa sui piedi. La seconda non può ridare la voce ai cittadini perché vorrebbe dire che il 90% degli attuali parlamentari verrebbe spazzato via. 

Dobbiamo iniziare a farcene una ragione: con questo Parlamento non avremo mai una legge anticorruzione degna di questo nome e non avremo mai una legge elettorale che dia voce ai cittadini, che dia a loro la possibilità di eleggere i politici che li rappresenteranno.

Parliamoci chiaro, se voi foste dei corrotti o dei corruttori, se foste indagati per qualche reato, fareste una legge che vi potrebbe portare dritti in carcere? Se foste uno dei tanti anonimi nominati in Parlamento, o se vi chiamaste Scilipoti, Santanché, Cicchitto, Gasparri e via dicendo, fareste una legge che permetta a un cittadino di esprimere la preferenza?  Lo fareste consapevoli che al massimo (ma proprio al massimo) prendereste il voto di qualche famigliare o amico? Certo che no. Io non lo farei di sicuro.

Allora perché scandalizzarsi tanto per il fatto che il Parlamento non riesca a proporre una legge anticorruzione seria o che i partiti non si mettano d’accordo sulla legge elettorale? Non è un discorso di destra o di sinistra. Questi sono tutti uguali, tutti hanno interesse a che le cose rimangano così.

Fino a quando non inizieranno a puntare i forconi o fino a quando non lanceremo monetine contro questi personaggi davvero scandalosi, le cose non cambieranno. Statene certi. E mandare al potere uno come Grillo non è certo una alternativa. Di comici ce n’è bastato e avanzato uno. L’Italia e gli italiani devono uscire dall’apatia dove sono sprofondati, un’apatia che permette a questi mascalzoni di andare in TV e fare scandalose dichiarazioni che sono veri e propri insulti alla gente comune. E’ arrivata l’ora di reagire e di mandarli a casa, perché da soli questi non ci vanno. Non hanno abbastanza dignità.

Bianca B.

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