Lettera dall’Iran: noi moriamo di fame e il regime compra missili per Hamas

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Il mio nome è Ali e vivo a Teheran. Comincia così la lettera inviata da un cittadino iraniano al sito web TeHTel (Teheran-Haifa-Tel Aviv) e che potete trovare tradotta in inglese su RR International. La lettera è un documento importante perché non solo è uno spaccato di vita quotidiana di un cittadino iraniano qualunque ma è la dimostrazione di come la pensino realmente i cittadini iraniani sull’odio degli Ayatollah nei confronti di Israele, un odio che la gente comune non condivide affatto.

La lettera è un tour di Teheran avvenuto il 24 luglio 2014 alla vigilia cioè della giornata di Quod, il giorno di Gerusalemme che rappresenta il momento massimo della visione di odio verso Israele.

bimbo-teheran“Esco di casa per andare al lavoro e alla fermata dell’autobus vedo tutte le bacheche intorno a me tappezzate di manifesti che invitano i cittadini iraniani a partecipare al Quod Day”. Cosi parte il tour virtuale di Teheran descritto da Ali. “Guardo i poster pensando a tutti i soldi sprecati per questa assurda propaganda quando un bambino interrompe i miei pensieri e mi chiede se voglio comprare un biscotto della fortuna. Il bambino avrà 10 anni ed è in strada a quell’ora nel tentativo di guadagnarsi da vivere e penso a quanto sarebbe meglio se il governo invece di spendere milioni di dollari per comprare missili ad Hamas li spendesse per garantire a quel bambino il diritto allo studio invece di costringerlo ad andare in giro a guadagnarsi la giornata”.

Il tour continua in varie zone di Teheran e sul luogo di lavoro di Ali ed è tutto incentrato nel descrivere la povertà della gente iraniana, i mancati aiuti alle coppie che si vorrebbero sposare, alle mancate riforme promesse dal nuovo presidente iraniano, ma soprattutto è incentrato su una domanda di fondo: perché con tutta questa povertà il regime di Teheran finanzia gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah per distruggere un popolo, quello di Israele, che gli iraniani non odiano affatto?

Ed è proprio questa la domanda che svela il tormento dei cittadini iraniani: il regime di Teheran spende miliardi di dollari ogni anno per un programma nucleare che è volto alla distruzione di Israele e in aiuti a gruppi terroristici che hanno come obbiettivo sempre la distruzione di Israele mentre i cittadini iraniani vivono in uno stato di povertà senza precedenti.

I soliti estremisti antisemiti diranno che è solo una lettera di un singolo cittadino iraniano. Non è vero, sul web libero, quello che il regime di Teheran non riesce a censurare, spopolano i gruppi di amicizia tra iraniani e israeliani. Crescono ogni giorno, basta fare una ricerca su Facebook con le parole “Iran Israel” per rendersi conto di quanti siano i gruppi di amicizia a partire da quello originario “Iran loves Israel”. La lettera di Ali invece è un inno alla pacifica convivenza, una condanna della intolleranza e dell’odio verso Israele e il popolo ebraico.

[quote_center]“Dio, che cosa è questa cosa terribile che colpisce la mia gente? Ci deve essere un limite alla pazzia, all’estremismo e alla barbarie. Invece di cercare di portare la pace e un cessate il fuoco, continuano a soffiare sul fuoco e ad aumentare lo spargimento di sangue.”[/quote_center]

Uno dei passaggi più significativi della lettera di Ali è quando afferma che “coloro che chiedono la distruzione di Israele non sono la maggioranza, ma una manciata di collaboratori e mercenari del regime tirannico e anti-umano e non rappresentano il popolo iraniano”.

Leggete la lettera di Ali, è un documento importante che ci aiuta a capire anche un’altra cosa, che la dissidenza iraniana va aiutata e che i Governi occidentali, a partire da quello italiano, con la loro collaborazione con il regime degli Ayatollah non solo si rendono complici di chi sta pianificando un genocidio ma indirettamente lo aiutano ad affamare il popolo iraniano. Ministro Mogherini, legga la lettera di Ali e la faccia leggere al suo omologo iraniano invece di decidere come fare per aiutare gli Ayatollah a pianificare il prossimo genocidio.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Amina A.

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