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Erdogan è un fiume in piena, un fiume di rabbia e risentimento verso l’Europa rea di non essere corsa a prostrarsi al sultano dopo il fallito golpetto e soprattutto colpevole di aver sollevato critiche sulla durissima repressione seguita al tentativo di golpe. Il sultano ce l’ha con tutti, dalla Mogherini alla magistratura italiana che indaga su suo figlio, dai politici europei che a suo dire sono più preoccupati dei Diritti che del fallito golpe fino a “oscure potenze” straniere che sarebbero dietro al tentativo di colpo di Stato.

Quella di Erdogan è una follia lucida, una follia che sembra avere un filo logico, un percorso ben definito. L’escalation verbale è progressiva ma non casuale. Sembra che il sultano abbia ben chiari gli obiettivi da raggiungere, che sappia esattamente quello che sta facendo anche se ad oggi non è chiaro a nessuno dove voglia andare a parare. La sua arroganza emerge prepotente nella intervista rilasciata alla inviata di Rai News 24, Lucia Goracci, una arroganza così evidente da apparire persino sprezzante. E’ un festival delle minacce mafiose e dei ricatti all’Europa e all’Italia. In questo momento Erdogan più che il Presidente della Turchia sembra il capo supremo di quella setta che si chiama Fratellanza Musulmana, più che perseguire gli interessi della Turchia sembra seguire la linea politica dei Fratelli Musulmani che vogliono a tutti i costi entrare a gamba tesa nella politica europea, primo passo verso un riconoscimento de facto della loro entità politico-religiosa dove politica e religione sono la stessa cosa e dove non c’è posto né per le regole democratiche né per qualsiasi forma di laicità.

Erdogan sta mettendo alla prova l’Europa e ogni minimo cedimento europeo sarà interpretato come un vittoria turca, sarà spacciato dal sultano come una sua vittoria (islamica n.d.r.) e una legittimazione a guidare la Fratellanza Musulmana, legittimazione che per altro è già arrivata da diversi leader dei Fratelli Musulmani in Europa e in Italia.

In ballo non c’è solo la questione dei rifugiati o qualche contratto commerciale con la Turchia, in ballo questa volta c’è veramente l’essenza stessa della Unione Europea. Cedere a qualsiasi ricatto del sultano e della Fratellanza Musulmana vorrebbe dire rinunciare definitivamente all’idea di Europa, vorrebbe dire gettare nella pattumiera gli ideali in cui i padri fondatori hanno creduto e per i quali si sono battuti per tanto tempo, vorrebbe dire consegnare le chiavi della casa europea a Erdogan e alla Fratellanza Musulmana. Davvero non ce lo possiamo permettere, costi quel che costi l’Europa non può cedere ai ricatti e alle minacce turche, ne va della sua stessa esistenza.

Scritto da Antonio M. Suarez

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