Libano – EXCLUSIVE REPORT: nel cuore della lotta tra sciiti e sunniti. Rischio guerra civile

Passata sotto silenzio a causa della gravissima crisi in Siria, anche la situazione in Libano sta progressivamente degenerando. Nelle scorse settimane sono aumentati gli scontri a fuoco che la stampa internazionale ha genericamente catalogato come “settari” oppure tra sostenitori e oppositori del dittatore siriano Assad. In realtà la situazione è ben più complessa e, certamente, più pericolosa.

In Libano è in atto un vero e proprio scontro tra islamici sunniti e islamici sciiti. Questi ultimi sono rappresentati dal potentissimo movimento di Hezbollah, legato all’Iran. I sunniti invece agiscono in ordine sparso, almeno fino ad ora, perché c’è una figura emergente che sta radunando attorno a se i vari gruppi sunniti. E’ lo sceicco Ahmad Assir, potente religioso che opera proprio nel cuore del feudo di Hezbollah, il Sud del Libano.

Nel suo ultimo discorso tenuto venerdì scorso in una moschea del su del Libano, lo sceicco Ahmad Assir ha definito Hezbollah un “movimento di bugiardi e di criminali” scatenando l’applauso collettivo della comunità sunnita. Infervorato lo sceicco ha iniziato a sbattere i pugni sul tavolo e ha detto, tra gli applausi e le grida dei fedeli,  che Hezbollah sta togliendo la dignità del popolo libanese e che è ora che paghi per i suoi crimini. Tra i tanti crimini che lo sceicco Assir addebita a Hezbollah c’è in particolare l’omicidio dell’ex primo ministro Rafiq al-Hariri, musulmano sunnita, un episodio che i sunniti non hanno mai dimenticato e che dopo tanti anni è ancora motivo di scontro tra le due comunità islamiche.

Lo sceicco Assir sta acquistando velocemente un grande potere oltre a un gran numero di seguaci, anche nel sud del Libano. Due settimane fa ha organizzato un enorme sit-in che ha bloccato l’accesso alla città di Sidone. I manifestanti chiedevano al Governo libanese di confrontarsi con Hezbollah e di chiedere conto dei suoi depositi di armi, di dove sono collocati e chiedevano il disarmo delle milizie sciite.

Secondo Mohammad Obeid, intellettuale sciita membro del partito di Amal, lo sceicco Assir è finanziato massicciamente dalla Fratellanza Musulmana che dopo la Tunisia e l’Egitto vuole prendere il potere anche in Siria e in Libano. In Siria, dice ancora Obeid, la maggioranza è sunnita e quindi potrebbe essere più facile che in Libano. Ma il Paese dei Cedri è un insieme di confessioni (musulmani sciiti e sunniti, cristiani, cristiani copti ecc.ecc.) e non sarà così facile per loro prendere il sopravvento. Alcuni esponenti laici di Amal e di altri partiti libanesi sostengono che non c’è molta differenza tra gli sciiti legati ad Hezbollah e i sunniti che seguono lo sceicco Assir. Anzi, secondo alcuni gli islamisti sunniti sono addirittura più estremisti degli sciiti. Per esempio Assir chiama il gruppo sciita “Hizb-u-Muqawama” (il partito della resistenza) invece che “Hizb-u-Allah” (il partito di Dio) rifiutando di associare il nome di Dio con alcun partito. Sempre Assir pretende dai suoi seguaci un look assolutamente islamico di tipo salafita, barba lunga, capelli corti, abbigliamento “islamicamente corretto”, sia per gli uomini che per le donne, rigorosamente velate.

Il rischio, secondo alcuni blogger libanesi riunitisi a Beirut nei giorni scorsi per discutere di libertà di espressione, è che si passi dalla padella alla brace, da Hezbollah ai salafiti ancora più intransigenti degli sciiti. Tutti i partecipanti, per lo più giovani di varie confessioni o laici, sono concordi nel dire che in Libano è in corso un conflitto tra sunniti/salafiti e sciiti, un conflitto che ancora ha visto solo piccole scaramucce ma che rischia di degenerare in una vera guerra civile. A preoccupare è il crescendo delle critiche e degli attacchi che lo sceicco Ahmad Assir sta portando contro Hezbollah e le reazioni del gruppo sciita. In una intervista alla Tv libanese Al-Jadeed trasmessa lo scorso 24 giugno, Assir ha duramente criticato il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e il Presidente del parlamento nonché capo di Amal, Nabih Berri. Il giorno dopo quella intervista uomini armati hanno attaccato la stazione Tv con bombe e mitra, distruggendo tutto. Contemporaneamente diversi commando di sciiti distruggevano diverse macchine e sparavano colpi di avvertimento per le strade di Beirut. Di tutto questo in occidente non si è saputo niente.

La preoccupazione tra la gente comune in Libano è molto forte. Dice un anonimo cittadino che quando c’è un conflitto a emergere sono sempre gli estremisti. Qui siamo ad un conflitto tra due diversi estremismi, il peggio che possa capitare a un Paese che faticosamente sta cercando di emergere ma che ormai da anni è ostaggio di Hezbollah e che ora rischia di diventare ostaggio dei salafiti. Davvero un futuro plumbeo per il povero Libano.

Sarah F.

© 2012, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata