Libano: la guerra siriana entra ufficialmente nel paese dei cedri

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Ormai è ufficiale: con l’autobomba che ieri è esplosa a Beirut la guerra siriana è entrata in Libano. Era solo questione di tempo, tutti sapevano che prima o poi sarebbe successo con gli Hezbollah direttamente coinvolti nei combattimenti in Siria. E non sono bastati gli appelli ai terroristi sciiti affinché se ne stessero fuori dal conflitto siriano.

I fatti – Ieri nel quartiere sciita di Bir al-Abed, a Beirut, è esplosa una autobomba che conteneva, secondo fonti militari libanesi, almeno 40 Kg di tritolo misto a bulloni e altro materiale contundente. Il bilancio è di 50 persone ferite e molti danni, ma miracolosamente nessun morto.

Secondo gli analisti l’obbiettivo dell’autobomba era la vicina sede di Hezbollah e in particolare una importante figura del gruppo terrorista sciita libanese anche se il portavoce di Hezbollah ha negato che tra i feriti ci fosse un membro del Partito di Dio.

Hezbollah, con la solita retorica, ha subito incolpato Israele dell’attentato, ma di pura retorica si tratta perché anche i vertici del gruppo terrorista sanno benissimo che dietro all’attentato ci sono i sunniti che in Siria combattono contro Assad. In particolare si punta il dito contro il gruppo di Jabhat al-Nusra. Per altro, per quanto possa sembrare un grosso attentato, in realtà se si voleva veramente colpire la base di Hezbollah 40 Kg di esplosivo sono una inezia. La realtà è che si voleva mandare un messaggio chiaro a Hezbollah e per fare questo si è scelto la sua roccaforte a Beirut.

L’attentato nel quartiere di Bir al-Abed arriva dopo mesi di scontri a bassa intensità tra sciiti e sunniti in Libano, scontri che in particolare hanno interessato le città di Tripoli e di Sidone. Ora il rischio di una guerra civile in Libano è drammaticamente reale, un conflitto fratricida direttamente legato a ciò che avviene in Siria.

Sarah F.

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