Libano: Nasrallah minaccia il mondo. E l’Europa crede ancora alla favola del partito politico

Non esce mai dal suo rifugio sotterraneo, Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah. Il timore di essere raggiunto dalla giustizia è troppo forte così vive come un topolino impaurito sotto terra. Ma ieri ha fatto una eccezione materializzandosi ad una manifestazione di integralisti islamici a Beirut a difesa del profeta “vilipeso” da un film verità sulla sua vita.

Arringando la folla di esaltati, quasi tutti con il nastro giallo di Hezbollah, ha detto che “il profeta non era mai stato insultato come in quel film (Innocence of Muslims)” e che “i musulmani sono disposti a versare il loro sangue (ma soprattutto quello degli altri) per vendicare l’onore di Maometto”. Poi è passato alle minacce dirette. “L’America, che usa il pretesto della libertà di espressione – ha detto il capo di Hezbollah alla folla in delirio –  ha bisogno di capire che permettere la visione di quel film avrà conseguenze molto gravi in tutto il mondo”. Insomma, se fate vedere quel filmino aspettatevi attacchi terroristici in tutto il mondo.

Un discorso da vero capo terrorista quello di Hassan Nasrallah, un discorso accolto dalla folla al grido di Allahu Akbar (Dio è grande), morte all’America e, naturalmente, morte a Israele (non poteva mancare). Questo sarebbe quindi l’uomo che guida un movimento che qualcuno in Europa continua a considerare un “movimento politico” e non, come dovrebbe essere, un gruppo terrorista.

Chissà se Catherine Ashton ha ascoltato il discorso di Hassan Nasrallah, magari anche lei con in testa la bandana gialla di Hezbollah. Chissà se dopo questo discorso continuerà ancora a considerare il gruppo terrorista sciita libanese alla stregua di un partito politico. Siamo certi che, nonostante l’evidenza, la baronessa inglese continuerà nella sua strenua difesa dei terroristi islamici, da qualunque parte essi arrivino. Hezbollah, Hamas, Jihad Islamica, fa poca differenza, l’importante è che siano nemici di Israele e Stati Uniti.

Sarah F.

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