Libano: spiccati quattro mandati di cattura per l’omicidio Hariri

Quattro membri di Hezbollah, il gruppo terrorista sciita legato all’Iran che tiene in ostaggio il Libano, sono stati ufficialmente incriminati dal Tribunale Speciale dell’Onu per il Libano, per l’omicidio di Rafik Hariri, ucciso in un attentato il 14 febbraio 2005.

I nomi dei quattro terroristi incriminati non sono stati ancora resi noti ma si vocifera che tra loro ci sarebbe Mustafa Badr Aldin, 50 anni, cognato di Imad Mughniyah, uno dei principali leader di Hezbollah ed ex capo di stato maggiore del movimento armato. Gli altri sarebbero Hassan Issa, Assad Sabra e Salim Ayyash (uno dei principali membri di Hezbollah).

Durissima la reazione di Hezbollah che ha fatto sapere che non consegnerà nessuno dei quattro incriminati e ha detto che costringerà il nuovo Governo libanese ad uscire dal sistema del Tribunale internazionale.

Ayyash, noto anche come “Abu Salim,” ha la cittadinanza americana e si sarebbe rifugiato in Libano proprio perché aveva avuto sentore dell’imminente incriminazione. Secondo il rapporto (di ben 163 pagine) sarebbe stato proprio Ayyash a pianificare ed eseguire l’attentato.

Insediatosi da pochissimo, il nuovo governo guidato dall’uomo d’affari Najib Mikati, si trova a dover gestire una brutta gatta da pelare. Il Governo libanese ha 30 giorni di tempo per consegnare i quattro terroristi incriminati.

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