Libano: UNIFIL è complice di Hezbollah

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UNIFIL

UNIFIL, la cosiddetta forza di pace dell’Onu di stanza nel sud del Libano, è complice di Hezbollah. Mi assumo tutta la responsabilità di questa affermazione ma è arrivato il momento di andare oltre l’ipocrisia e le inutili proteste scritte in burocratese. Le cose vanno dette come stanno.

Prendo spunto dalle dichiarazioni fatte ieri all’Università di Tel Aviv da Yaakov Amidror, consigliere per la sicurezza nazionale di Netanyahu, il quale ha paragonato UNIFIL a “un ombrello che viene chiuso mentre piove”. Amidror ha detto che Hezbollah ha costruito il suo immenso arsenale nonostante che UNIFIL sia presente nella zona da 35 anni di cui gli ultimi, teoricamente, con un mandato più ampio per i controlli. Invece proprio negli ultimi anni Iran e Siria hanno inviato il maggior numero di armi ad Hezbollah contribuendo a costruire un arsenale composto da 60.000 missili di cui almeno 5.000 in grado di colpire Tel Aviv. Yaakov Amidror, che rimane comunque un politico che parla il burocratese, in parte ha giustificato tutto questo sostenendo che UNIFIL non ha il mandato per sequestrare le armi (cosa non proprio vera perché la risoluzione 1701/2006 fornisce gli agganci per sequestrare le armi individuate) e che può fare solo delle relazioni in merito. Bene, anche ammesso che quanto affermato da Yaakov Amidror sia vero, dove sono le relazioni di UNIFIL sulle armi di Hezbollah? Perché il portavoce di UNIFIL, Andrea Tenenti, ha affermato che “dal 2006 nessuna arma illegale è entrata in possesso di Hezbollah”? Come diavolo fa a fare una dichiarazione del genere?

Le ipotesi sono due: o UNIFIL è solo una forza di pace che non fa il suo lavoro per incompetenza o per altri motivi legati al mandato, oppure è complice di Hezbollah. Fino a qualche tempo ero convinta che l’ipotesi più plausibile fosse la prima, cioè che per vari motivi i militari dell’Onu non fossero riusciti a individuare e sequestrare le armi ad Hezbollah. Ma dopo la dichiarazione di Tenenti mi sono convinta che l’ipotesi buona sia la seconda. Quella dichiarazione è talmente surreale e lontana dalla realtà che non può essere frutto di semplice incompetenza ma è il frutto di un comportamento dolosamente complice di Hezbollah. E’ una menzogna talmente evidente da risultare persino offensiva verso coloro che hanno un minimo di intelletto.

Cosa fare con UNIFIL? Chiarito che comunque la presenza di UNIFIL non ha minimente interferito con il pesante riarmo di Hezbollah (a prescindere dalla incompetenza o dal dolo), quello che appare evidente è l’inutilità della missione Onu nel sud del Libano. Anzi, con il più che probabile precipitare della situazione i militari Onu potrebbero diventare facili scudi umani per Hezbollah. Come abbiamo già chiesto più volte UNIFIL va ritirata quanto prima. A parte il costo della missione (solo l’Italia fornisce a UNIFIL migliaia di uomini che hanno un costo insostenibile per il nostro Paese), quello che appare più che evidente è che non si può continuare con questa sostanziale complicità tra le forze Onu ed Hezbollah perché mina quella che dovrebbe essere una colonna portante delle missioni di pace Onu, cioè l’imparzialità. E UNIFIL è tutto fuorché imparziale. A casa e alla svelta. Che venga lasciato a Israele il compito di impedire che altre armi (soprattutto quelle chimiche) giungano ad Hezbollah.

Miriam Bolaffi

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