Libia: è allarme per le armi chimiche scomparse

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Deposito di armi chimiche in Libia
Deposito di armi chimiche in Libia

Qualche giorno fa la Libia ha annunciato che quasi tutte le armi chimiche in possesso del vecchio regime di Gheddafi sono state distrutte o stoccate. In particolare è stato annunciato che l’arsenale trovato nel deserto tra il 2011 e il 2012 (517 proiettili di artiglieria, otto bombe da 250 chilogrammi e 45 razzi già carichi di gas mostarda) è stato definitivamente reso innocuo.

Ma dai documenti in possesso della Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW) risulta che il regime di Gheddafi avesse molte più armi chimiche, per essere precisi 25 tonnellate di gas mostarda, 3.563 bombe con agenti chimici già installati e 1.390 tonnellate di materiali precursori prodotti in tre distinti stabilimenti. Di una parte di queste armi chimiche (circa 2/3) se ne conosce la dislocazione ma non risultano essere state distrutte. Delle altre non se ne sa più niente.  A preoccupare sono in particolare proprio i materiali precursori, cioè quei materiali chimici che una volta introdotti in appositi vettori trasformano un’arma tradizionale in un’arma chimica. A differenza dei vettori già armati, i materiali precursori possono essere trasportati con più facilità e meglio occultati. Questo li rende potenzialmente molto più pericolosi perché possono finire con facilità in mani sbagliate.

La OPCW ha delegato una joint venture tedesco-svedese per la distruzione delle armi chimiche libiche, la Dynasafe International, finanziata principalmente con fondi tedeschi e americani. Questa joint venture ha distrutto tutto l’arsenale trovato nel deserto libico tra il 2011 e il 2012 e ha preso in consegna l’arsenale inventariato dopo la caduta del regime di Gheddafi, ma a quel punto è risultato che i dati dell’inventario non coincidevano con le armi realmente in possesso della Dynasafe International. Mancano all’appello diverse tonnellate di materiali precursori.

Attualmente tutte le armi chimiche in possesso della Dynasafe International sono stoccate in un deposito segreto e tenute costantemente sotto massiccia sorveglianza. Si prevede che verranno distrutte entro il 2016. Ma rimane  purtroppo il rischio molto alto che i materiali precursori mancanti finiscano nelle mani di qualche gruppo islamico estremista o che possano addirittura lasciare la Libia. Per questo tutte le intelligence occidentali hanno alzato ai massimi livelli i loro sistemi di monitoraggio.

Claudia Colombo

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