Libia: è guerra civile. L’Occidente appoggi il Gen. Khalifa Haftar

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Uomini pesantemente armati hanno preso d’assalto il Parlamento libico. E’ successo ieri, quando i seguaci del Gen. Khalifa Haftar hanno attaccato il Parlamento libico affermando di volerlo destituire e di voler instaurare un regime che faccia “piazza pulita delle milizie islamiste” che stanno infestando la Libia.

Al di la dell’atto fortemente simbolico e dei sanguinosi scontri che sono in atto da diversi giorni sia a Misurata che a Tripoli, considerando che effettivamente le milizie islamiche rappresentano un grosso problema sia per la stessa Libia che per l’occidente, ci chiediamo se arrivati a questo punto e visto che il Gen. Khalifa Haftar gode di ampio seguito sia tra la popolazione che tra le file dell’esercito, l’occidente non debba sostenere l’uomo forte di Tripoli il quale è probabilmente l’unico in grado di riportare un minimo di “regolarità” in Libia.

Rimanere semplicemente a guardare, come ha fatto l’occidente fino ad oggi, non è più possibile. Lasciare che il Paese più importante del nord Africa sia ostaggio degli islamisti e del terrorismo non è una cosa accettabile.

Arrivati a questo punto è necessario riconoscere che la Libia com’era fino a ieri è praticamente ingovernabile e che serve un atto di forza per sradicare le milizie islamiche. E allora, perché non appoggiare apertamente l’operazione del Gen. Khalifa Haftar? Perché non schierarsi apertamente con lui e sostenerlo anche a livello militare? Certo, tutto questo comporterebbe l’ammissione da parte occidentale di aver sbagliato tutto in Libia, comporterebbe il rinnegare gli accordi fatti con l’attuale Governo, ma non è quello che è stato fatto anche con Gheddafi?

Qualcuno sostiene che così si tornerebbe a un regime militare come quello di Gheddafi. E allora? Anche in Egitto si è dovuto fare un passo indietro pur di non consegnare il Paese agli estremisti islamici. Perché non ripetere l’operazione in Libia?

Di certo non si può continuare a chiudere gli occhi su quello che sta avvenendo in Libia e non si può nemmeno continuare a rimanere inermi ed estranei ai fatti. Gli interessi delle compagnie petrolifere (specie di quelle francesi) vanno messi da una parte e prima di pensare al petrolio libico occorre pensare a ristabilire in Libia un minimo di regolarità. Per l’Italia poi è un discorso fondamentale e strategico avere a Tripoli un uomo forte che controlli il Paese.

E allora che l’occidente (e l’Italia) esca dalla immobilità e prenda decisamente posizione a favore del Gen. Khalifa Haftar. Al momento è l’unica soluzione valida per la Libia.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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