Libia: furiosa battaglia per Bengasi, ma i media e la UE oscurano la notizia

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In Libia, cioè alle porte di casa nostra, è in corso una battaglia senza precedenti per il controllo di Bengasi e di altri settori del Paese fondamentali, ma sembra che né ai nostri media né ai nostri politici la cosa non interessi visto il tombale silenzio sceso su questi fatti.

Ieri un funzionario libico parlando alla Associated Press ha riferito che nei combattimenti tra esercito regolare libico e estremisti islamici per il controllo di Bengasi in poche ore sono morte centinaia di persone e che la battaglia è furiosa. Gli estremisti islamici sarebbero supportati da “rinforzi esterni” non ben specificati sui quali si allunga l’ombra dello Stato Islamico, ISIS, al quale i miliziani di Bengasi si ispirano.

Combattimenti vengono segnalati in tutto il Paese e vista la posizione della Libia, proprio ai confini con l’Europa, stupisce non poco il silenzio occidentale (se si fa eccezione per qualche fugace riferimento della diplomazia italiana).

L’offensiva lanciata dall’esercito regolare libico supportato dalle milizie del Generale Khalifa Haftar è iniziata lo scorso 15 ottobre e oltre a Bengasi coinvolte diverse province in mano agli islamisti. Bengasi è la seconda città della Libia e oltre ad avere una importanza strategica è diventata insieme a Misurata il simbolo del fallimento della coalizione laica e, se vogliamo essere maligni, dell’occidente che non ha supportato a dovere i laici contro gli islamisti. Per questo risulta assolutamente assurdo che a Bruxelles non se ne parli né tantomeno ci si occupi della crisi più grande e pericolosa alle porte dell’Europa.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Carlotta Visentin

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