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Libia: ISIS in difficoltà. A Sirte si combatte strada per strada

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In Libia lo Stato Islamico – ISIS- è in forte difficoltà e rischia di perdere Sirte presa in una azione a tenaglia dalle forze fedeli al Governo di Unità Nazionale le quali secondo fonti di stampa al seguito delle truppe libiche sarebbero entrate in città trovando una fortissima resistenza da parte degli Jihadisti.

Se ISIS perdesse Sirte sarebbe un durissimo colpo per l’immagine del Califfo in forte difficoltà anche sul fronte siriano-iracheno dove perde terreno e subisce gravissime perdite.

A Sirte la battaglia infuria intorno al Ouagadougou conference centre un vasto complesso che un tempo ospitava i vertici internazionali organizzati da Gheddafi. Tutta la zona è sotto un pesante attacco di artiglieria mentre attacchi aerei martellano le postazioni del terroristi del ISIS. Il Governo di Unità Nazionale libico ha fatto sapere che potrebbe annunciare la liberazione di Sirte entro poche ore. Un combattente libico ha detto al corrispondente della AFP che ormai a Sirte si sta combattendo strada per strada e che il centro della città sta per capitolare.

Appelli sul web da parte dello Stato Islamico

Sui forum Jihadisti è un susseguirsi di appelli ai miliziani di tutto il mondo, in particolare a quelli algerini, tunisini e più in generale africani, a recarsi in Libia per dare man forte agli “eroici fratelli” che stanno combattendo a Sirte e in altre località della Libia. Il Governo di Unità Nazionale Libico si sta coordinando con le tribù libiche del sud affinché impediscano ai combattenti africani di entrare in Libia per andare ad aiutare i terroristi accerchiati sulla costa e a Sirte. Scontri sono stati segnalati nei dintorni di Sebha, nella Libia meridionale, tra non ben precisati combattenti libici e terroristi dello Stato Islamico provenienti sembra dalla Nigeria che tentavano di raggiungere il nord della Libia. Le notizie sono però molto confuse e frammentarie e non si è in grado di avere conferme.

Redazione

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  • moreno Giu 11, 2016, 10:35

    Mi piacerebbe che nessuno di quei serial-killer la scampasse; purtroppo la storia insegna che molti pesci medio/piccoli oltre a salvarsi, hanno in seguito una parvenza di vita “rispettabile”, salvo poi beccarli dopo decenni (vedi Priebke, Demjanjuk ed altri.