Libia: ISIS minaccia diretta per Europa. Agire subito

La Libia in mano al ISIS deve essere considerata come un minaccia diretta per l’Europa. A sostenerlo è stato ieri il Primo Ministro francese, Manuel Valls, che lo ha affermato durante una visita in Spagna.

Valls ha detto che «la creazione di un nuovo rifugio per il terrorismo islamico a pochi chilometri dai confini europei non è una questione che si possa sottovalutare o lasciare discutere a burocrati che stanno a migliaia di chilometri. Il problema è europeo e africano, devono essere quindi gli europei e gli africani ad affrontarlo come si deve».

Quella di Manuel Valls sembra essere una critica diretta al sostanziale immobilismo delle Nazioni Unite di fronte alla crescente minaccia rappresentata dallo Stato Islamico in Libia, una minaccia che ieri ha subito una ulteriore impennata con la voce, non confermata, che gli arsenali di armi chimiche di Gheddafi sarebbero finiti nelle mani degli jihadisti del califfato. Già nel febbraio del 2014, quindi un anno fa, Rights Reporter riportava di un certo numero di armi chimiche scomparse dagli arsenali libici, eppure da allora la comunità internazionale è rimasta praticamente immobile di fronte a questa terribile minaccia. Ora queste armi chimiche scomparse sono tornate a galla nel momento peggiore, quando cioè l’ISIS si trova a pochi chilometri dalle coste europee e non passa giorno che non minacci l’Italia.

E mentre finalmente un politico europeo parla apertamente della necessità di intervenire in Libia e di farlo il prima possibile, in Italia si continua a giocare con il fuoco perorando una più che improbabile soluzione diplomatica della questione libica, come se bastasse mettere d’accordo i due gruppi che si stanno combattendo per arginare l’avanzata dello Stato Islamico. Se non fosse così tragico sarebbe comico.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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