Libia: quale credibilità ha l’Italia se fino a sei mesi fa baciavamo la mano di Gheddafi?

Gheddafi è un dittatore spietato. Lo è sempre stato e lo è anche adesso che gli bombardano il bunker. L’Italia lo sapeva come lo sapevano tutti gli altri, solo che gli altri non sono andati a prostrarsi al dittatore, non lo hanno accolto nella loro capitale come se fosse il Messia e non gli hanno baciato la mano come se fosse don Vito Corleone.

Parliamoci chiaro, l’Italia non voleva questa guerra ma c’è stata trascinata per i capelli dalle decisioni di Francia e Gran Bretagna. Lo ha capito la Lega che, alla fine, è stata la forza politica più coerente con le decisioni e gli atteggiamenti tenuti in precedenza. Non saprei se, a livello prettamente politico, non sarebbe stato meglio continuare sulla falsariga del comportamento tenuto con Gheddafi fino ad oggi oppure fare quello che si sta facendo adesso andando a bombardarlo e non voglio entrare nel merito della decisione in se (almeno non ora). Un fatto però mi sembra appurato: l’Italia ci fa una figura davvero ridicola a livello internazionale e ci perde di credibilità in maniera enorme. Chi firmerà, da oggi, un trattato bilaterale con noi sapendo come ci siamo comportati con la Libia?

Ho l’impressione che la politica estera italiana sia in mano a una massa di dilettanti. E non sto parlando della cosiddetta “politica del cu cu”, quella paradossalmente ha i suoi lati positivi. No, sto parlando di vera politica estera fatta come Dio comanda e pensando esclusivamente agli interessi nazionali.

Parliamoci chiaro, quello che veniva definito “uno dei personaggi più autorevoli a livello internazionale”, cioè Franco Frattini, fino ad oggi ha fatto solo la comparsa di Berlusconi e nel momento in cui ha ripreso in mano la politica estera italiana ha fatto un disastro senza precedenti smentendo persino la linea del suo Premier. Ha fatto pressioni, insieme al Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per convincere il Premier a partecipare a questa avventura che porterà al nostro Paese molti più danni che benefici. Ipocritamente ora si ammette che Gheddafi è un dittatore quando solo sei mesi fa lo si accoglieva festosamente a Roma, gli si faceva il baciamano e lo si definiva un grande statista e un grande leader amato dal suo popolo. Una giravolta davvero incredibile e indecente.

Per essere obbiettivi, forse è molto meglio la linea tenuta su Gheddafi oggi piuttosto che quella tenuta fino a ieri dal Premier, però non possiamo fare a meno di notare che in questo Governo la Politica Estera sembra fatta con i fumetti di Topolino piuttosto che con i dossier e le analisi internazionali. Resta il fatto che il nostro Paese a livello internazionale è considerato una macchietta e non la sesta potenza mondiale e di questo dobbiamo ringraziare i signori che ci governano.

Bianca B.

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