Libia: schiaffo all’Italia. Considerati un “nano politico”

Nonostante ieri sera il Ministro Frattini, intervenuto a “Otto e mezza” su La 7, abbia cercato in tutti i modi di sminuire lo smacco diplomatico, lo schiaffone dato all’Italia da USA, Francia, Gran Bretagna e Germania riuniti in videoconferenza per decidere del futuro della Libia senza convocare il nostro Paese, è più che evidente.

Inutile girarci intorno, le grandi potenze mondiali ci considerano un “nano politico”, non tanto per l’effettivo peso nello scacchiere internazionale, che comunque rimane ai minimi termini, quanto piuttosto per l’imbarazzante rappresentazione del nostro Paese data dai politici italiani nel mondo.

Non possiamo dimenticare che solo pochi mesi fa l’Italia si prostrava ai piedi puzzolenti di Gheddafi, che Berlusconi baciava la mano sudata del dittatore libico e che per anni abbiamo affidato al Colonnello la gestione dei flussi migratori dall’Africa con tutto quello che ciò riguarda in termini di rispetto dei Diritti Umani. O meglio, se noi ce lo possiamo anche dimenticare di certo non se lo dimenticano le grandi potenze mondiali rimaste letteralmente disgustate da tale comportamento.

Ora, non si può certo pretendere di essere trattati come se niente fosse accaduto, come se Berlusconi non avesse mai fatto le dichiarazioni pubbliche di amicizia verso Gheddafi, come se non ci fosse mai stata quella terribile e vergognosa prostrazione, segno di sottomissione al Colonnello.  Insomma, l’Italia paga le dubbie amicizie del suo Primo Ministro, amicizie che, va ricordato, comprendono altri grandi dittatori mondiali quali il russo Putin, il bielorusso Lukashenko e l’eritreo Afewerki (solo per citarne tre ancora in carica) mentre comprendevano il già citato Gheddafi, Ben Alì e Mubarak (lo zio di Ruby), già caduti sotto le rivolte popolari.

Pensare che la scelta di escludere l’Italia da quel mini vertice in videoconferenza non sia stata una scelta accuratamente ponderata e deliberata significa non capire niente di politica internazionale. Frattini lo può raccontare al vecchietto che guarda distrattamente la TV mentre gioca a briscola e tresette, non a chi ha un minimo di conoscenza su come funziona la politica internazionale e sul significato di un simile schiaffone.

Purtroppo, e non lo dico a cuor leggero, dobbiamo ammettere che oggi l’Italia a livello internazionale è un nano politico, considerata poco affidabile e rappresentata da un premier che, stando a quello emerso dai documenti di Wikileaks , viene definito un buffone o addirittura il “portavoce di Putin” e da un Ministro degli Esteri che, sempre secondo le stesse fonti, viene equiparato a un semplice portaborse. Di certo non ci può essere né stupore né indignazione per questo trattamento “poco rispettoso”. L’Italia raccoglie quello ha seminato.

Franco Londei

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