L’indomabile coraggio dei guerriglieri talebani

Ieri abbiamo assistito all’ennesimo atto di grande coraggio degli indomiti guerriglieri talebani. Due mujaheddin con grande sprezzo del pericolo hanno colpito una pericolosa rivoluzionaria serva del potere capitalista e dell’occidente. Gloria ai mujaheddin.

L’atto di grande coraggio è avvenuto in Pakistan quando i due mujaheddin hanno fermato un autobus che portava a casa gli scolari di una scuola, con grande sprezzo del pericolo sono saliti a bordo, hanno individuato il loro obbiettivo e le hanno sparato. L’obbiettivo era Malala Yousafzai, una pericolosissima bambina di 14 anni che aveva la colpa, inqualificabile, di diffondere notizie sulla vita delle bambine sotto i talebani e di chiedere maggiori Diritti. Un reato da pena capitale.

Le hanno sparato due colpi, uno alla testa e uno ad un braccio. Nonostante tutto la bambina non è morta e i medici hanno detto che se la caverà.

Chiedo scusa se ho usato la satira per descrivere un tale atto di vigliaccheria, ma mi sembrava di leggere la rivendicazione ufficiale dei talebani con la quale si attribuiscono il merito per questa ennesima atrocità. Volevo far vedere a coloro che difendono questi animali che razza di persone sono i loro protetti, gente che spara a sangue freddo su una bambina di appena 14 anni solo perché la bimba si è permessa di criticare il loro sanguinario fondamentalismo. Senza dubbio veri  mujaheddin perché questo sono gli estremisti islamici. Niente di più, niente di meno. Vigliacchi che mandano bambini a farsi esplodere, che avvelenano l’acqua delle scuole femminili, che vogliono impedire ai giovani di avere una istruzione perché due sono i nemici che temono di più: le donne e l’istruzione.

L’occidente appare scandalizzato da questo fatto vigliacco e crudele, ma in Pakistan, in Afghanistan e in qualsiasi altro posto dove l’estremismo islamico la fa da padrone, è la normalità. Malala Yousafzai, nonostante la sua giovanissima età, sapeva perfettamente quello che rischiava. E’ lei il vero mujaheddin, non quei luridi vermi vigliacchi che le hanno sparato.

Carlotta Visentin

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