L’Iran cerca scuse: via le sanzioni o niente colloqui sul nucleare

Un alto funzionario governativo iraniano ha fatto sapere oggi che «le sanzioni minacciate dai paesi occidentali nei confronti dell’Iran compromettono il prosieguo dei colloqui sul nucleare». A dirlo in una conferenza stampa è stato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast.

«Questo approccio simultaneo “minacce-colloqui” non funziona con l’Iran» ha proseguito Ramin Mehmanparast aggiungendo che «se si vuole ottenere qualcosa da questi colloqui occorre che l’occidente sospenda immediatamente le sanzioni contro l’Iran».

L’Iran è da diverso tempo sotto sanzioni ma il prossimo 28 giugno entreranno in vigore sanzioni ancora più restrittive e che riguarderanno i prodotti petroliferi, le operazioni bancarie e tanto altro. Nel pacchetto di sanzioni vi sono comprese anche “ritorsioni” verso quei paesi e compagnie che fanno affari con Teheran le quali in alcuni Paesi potranno essere interdette e si potrebbero vedere bloccati i conti bancari.

Nonostante questo l’Iran continua nel suo pericoloso gioco. Adesso invece che cedere alle richieste occidentali in cambio di un alleggerimento delle sanzioni (come promesso da Obama al Grande Ayatollah Khamenei) rilancia e pretende che le sanzioni siano tolte prima di iniziare un’altra tornata di colloqui.

Purtroppo è sempre più evidente che trattare con gli ayatollah non porterà a niente e che solo un atto di forza li potrà convincere a rinunciare al loro criminale piano nucleare.

Sarah F.

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