Liste di proscrizione? No grazie

Ha fatto scandalo la pubblicazione da parte del sito web pro-israele Canary Mission di una lista di studenti americani legati al movimento BDS. La potente lobby palestinese capeggiata dall’altrettanto potentissimo Haaretz si è subito mobilitata in massa contro Canary Mission per cercare di screditarlo. La parola più ricorrente usata sui social network è “lista di proscrizione”.

In effetti l’uscita di Canary Mission ci è parsa da subito piuttosto infelice. Pubblicare una “lista di nemici” da esporre in pubblico è un po’ come abbassarsi al livello degli odiatori di professione. Se ci indigniamo quando gli odiatori pubblicano una lista di proscrizione con i nostri nomi non possiamo tacere quando a farlo sono i nostri “amici”. La condanna del tipo di sistema, del mettere alla berlina, deve essere categorica da qualsiasi parte provenga il gesto.

In un articolo del 21 maggio scorso i gestori del sito web raccontano degli attacchi verbali subiti a causa della loro opera pro-Israele, raccontano di come la virulenza di tali attacchi sia diventata sempre più violenta, una cosa che conosciamo bene perché è questo che significa oggi schierarsi a difesa della democrazia e più nello specifico di quella israeliana, significa tirarsi addosso l’odio di migliaia di persone che vivono e si nutrono di antisemitismo e di valori anti-occidentali. Possiamo capire quindi la reazione di Canary Mission, tuttavia non la possiamo giustificare proprio perché noi non siamo come loro, noi non siamo come gli odiatori di professione, noi non istighiamo e non facciamo liste di proscrizione anche se loro, gli odiatori, le fanno. Eccome se le fanno.

La battaglia per la difesa della democrazia, di quella israeliana e di quelle occidentali, non si combatte scendendo sullo stesso piano degli odiatori, è una questione di civiltà. Quella battaglia si combatte e si vince attraverso la diffusione della verità e non con improbabili liste di proscrizione o mettendo alla berlina un gruppo di studenti americani, che certo, non sono un campione di civiltà, ma che umanamente vanno rispettati. Uscire da questo binario significa mettersi sullo stesso piano incivile degli odiatori. Quindi se vi doveste attendere da noi delle liste di proscrizione, anche come legittima reazione agli attacchi sempre più virulenti, vi rispondiamo: no grazie, noi non siamo come loro.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Bianca B.

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