L’Ultima porcata: tagli all’istruzione pubblica, bonus a quella privata

La mannaia di Tremonti si è abbattuta sulla scuola pubblica con un record storico di tagli previsti per il prossimo anno che lasceranno per strada come minimo 20mila cattedre e ripercussioni sull’occupazione  devastanti. Allo stesso tempo il premier annuncia importanti bonus per quella provata, in particolare per quella cattolica.

E’ il quadro che emerge da una inchiesta pubblicata questa mattina su Repubblica, unico giornale a parlarne, e che fa il paio alle dichiarazioni dei giorni scorsi del Premier sulla scuola pubblica. In totale il prossimo anno scolastico verranno tagliate 71mila ore ai licei, 240mila ore agli istituti tecnici e 223mila ore ai professionali. I fondi per l’autonomia scolastica verranno tagliati del 32%. Nei prossimi tre anni saranno otto i miliardi di euro che verranno tagliati alla scuola pubblica con una ripercussione sui posti di lavoro paria 44.500 unità in meno.

Solo nel prossimo anno scolastico le cattedre che salteranno saranno 20.000. Cancellate del tutto le supplenze brevi. Solo nelle scuole primarie verranno cancellati 11.200 insegnanti di inglese, alla faccia della modernizzazione. E’ un salto indietro epocale della scuola pubblica, un affossamento del Diritto all’istruzione senza precedenti. E mentre questo vero e proprio uragano si abbatte sulla scuola pubblica, si pensa a un “buono-scuola” per quella privata con particolare attenzione a quella cattolica. Uno scandalo senza precedenti.

D’altra parte lo aveva detto Berlusconi che la scuola pubblica faceva schifo e che era meglio quella privata cattolica, così affossa completamente l’istituzione statale a favore di quella parificata. Un favore al clero? Molto probabile. Non per niente tra una marea di tagli come quella che abbiamo visto, non un solo professore di religione ci ha rimesso il posto, come se studiare religione fosse più importante di studiare inglese. Solo che a rimetterci sono come al solito i più bisognosi, gli ultimi, che tali devono rimanere a confronto di quelli che vengono “educati” nella scuola cattolica.

E’ una porcata che non possiamo permettere, è un affossamento del Diritto allo studio sancito dalla Costituzione che non può passare sotto silenzio. Chiaramente la stampa di regime si guarda bene dal dire queste cose e nel farlo trova la complicità della Lega Nord, un partito sempre più in balia del padrone e sempre più pronta a scodinzolare alle bizzarrie di questo vecchio signore che pur di riconquistare i voti dei cattolici le pensa tutte, compreso calpestare il Diritto allo studio e il futuro di intere generazioni.

Roberto Delponte

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