L’ultima trovata di Grillo: la guerra dei poveri

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Da cosa si vede che un partito non ha alcuna idea di quello che sta facendo? Dalla demenzialità delle proposte che avanza in Parlamento. L’ultima proposta del Movimento 5 Stelle è la “Social Housing 5 Stelle”, una rivoluzione bolscevica che dovrebbe, secondo le “brillanti menti” grilline, risollevare il mercato edilizio in Italia.

Ma cosa propone il partito di Grillo? In sostanza propone che “lo Stato si faccia garante presso le banche per tutti coloro che per varie cause non possono accedere al credito” e in particolare che si faciliti l’acquisto del milione di immobili pignorati dalle banche. E quali benefici ci sarebbero in questa operazione? Li elenca così il buon Grillo (tra parentesi e in rosso i lati negativi):

Primo beneficio secondo Grillo: un milione di immobili potrebbe essere venduto facendo ripartire il mercato immobiliare (ma farebbe ripartire solo il mercato immobiliare non quello edilizio che anzi rallenterebbe ulteriormente) .

Secondo Beneficio secondo Grillo: un milione di famiglie oggi non finanziabili, avrebbe la possibilità di acquistare casa ad un prezzo scontato e più vicino ad un reale prezzo di mercato (ma un milione di famiglie verrebbe sfrattato da casa sua scatenando così una vera e propria guerra dei poveri visto che, anche se gli immobili sono pignorati, fino alla vendita nessuno sfratta il vecchio proprietario)

Terzo beneficio secondo Grillo: lo Stato fungerebbe solo da garante senza un esborso immediato di risorse (e invece si perché per approvare una legge occorre avere la copertura finanziaria)

Quarto beneficio secondo Grillo: le banche, pur a fronte di uno sconto sugli immobili posseduti, riuscirebbero a recuperare il credito, uscendo da una situazione problematica sostituendo un capitale immobilizzato e invendibile con un credito garantito dallo Stato (ma ci potrebbe essere il retro della medaglia, cioè che le banche inizino a concedere credito solo se garantito dalla Stato. Si risolve un problema e se ne apre uno ancora più grosso).

Quinto beneficio secondo Grillo: a fronte di una maggior liquidità delle banche molti imprenditori potrebbero ottenere oggi, quei finanziamenti necessari a far ripartire le proprie attività e a far rifiorire l’economia (ma il problema di molte banche non è la liquidità, visto che la Banca Centrale europea ha erogato ed erogherà molti miliardi di euro praticamente a tasso zero, il problema è che le banche quella liquidità non la investono in aperture di credito cosa che presumibilmente faranno anche in questa occasione)

Sesto benefico secondo Grillo: il cittadino sarebbe maggiormente tutelato in caso di perdita del posto di lavoro o di grave malattia (si ma fino a quando? Si potrebbe innescare un meccanismo secondo il quale il cittadino, dato che è tutelato dallo Stato, potrebbe persino disinteressarsi dei suoi problemi “immobiliari” e dedicarsi ad altro, magari lavorare i nero. Il rischio è quello di finire in un sistema sociale di tipo sovietico nel quale era lo Stato a garantire l’abitazione).

Settimo beneficio secondo Grillo: fornendo la sola garanzia lo Stato potrebbe evitare ingenti investimenti immediati nel settore Welfare con i relativi aggravi nel bilancio pubblico (e cosa mangiano i cittadini che hanno perso il lavoro se si fanno tagli al Welfare? I mattoni della casa appena acquistata?)

Ottavo beneficio secondo Grillo: lo Stato non subirebbe perdite anche in caso di insolvibilità temporanea perché potrebbe recuperare il credito spostandolo avanti nel tempo (e certo, ma le banche mica lo sposteranno avanti nel tempo, vorranno le coperture che intanto dovrà dare lo Stato, sempre con il rischio di non rientrare delle somme sborsate).

Grillo nel suo blog dice che questa proposta è stata trasmessa al gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle quindi si presume che verrà presentata in Parlamento. Sono queste le soluzioni del Movimento 5 Stelle per uscire dalla crisi? Una guerra tra poveri? Sfrattare un milione di famiglie per far posto ad un altro milione di nuclei famigliari? Dov’è sta il beneficio se non per le banche? E non era Grillo che contestava i “banchieri di Stato”? Altro fumo negli occhi dei poveretti.

Carlotta Visentin

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