L’ultimo regalo di Obama ai terroristi palestinesi

Poteva Barack Obama lasciare la Casa Bianca senza fare un ultimo regalo ai terroristi palestinesi? Non poca roba, ben 221 milioni di dollari che l’Autorità Nazionale Palestinese userà anche per pagare i vitalizi alle famiglie dei terroristi palestinesi che hanno ucciso o ferito israeliani.

La decisione è stata presa poche ore prima che Obama lasciasse la Casa Bianca il che rende il tutto ancora più meschino, specialmente se si pensa che il Congresso aveva bloccato quei soldi da diverso tempo proprio perché si sospettava che andassero ad alimentare quella tremenda pratica (che nessuno in occidente denuncia) di sovvenzionare con un congruo vitalizio le famiglie dei terroristi palestinesi che rimangono uccisi o sono arrestati a seguito di un attentato contro gli israeliani.

Ieri un funzionario del Dipartimento di Stato ha reso noto che venerdì mattina Barack Obama aveva firmato un decreto con il quale disponeva il trasferimento di 227 milioni di dollari dei quali, come già detto, 221 milioni andranno alla Autorità Nazionale Palestinese, mentre i restanti sei milioni (cioè le briciole) saranno divisi tra alcune entità legate alla prevenzione dei cambiamenti climatici e all’ONU.

Immancabili le polemiche. Chi difende la scelta scellerata di Obama sostiene che quei 221 milioni sono solo briciole rispetto agli aiuti americani a Israele, il che a livello meramente matematico può essere anche vero, ma c’è differenza tra finanziare la difesa di uno Stato democratico e sovvenzionare le famiglie dei terroristi palestinesi, c’è una enorme differenza.

Il Congresso americano bloccava quei soldi proprio per questo motivo, perché riteneva che andassero a fomentare la violenza e non lo sviluppo palestinese (se così lo vogliamo chiamare). Evidentemente Obama ha ritenuto che le famiglie dei terroristi palestinesi che si sono macchiati di orrendi crimini non potessero essere lasciate senza sostegno. Il Signore non voglia che il terrorismo palestinese possa smettere di uccidere inermi cittadini israeliani.

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