Ma quale Governo di lotta alle mafie: tagliati i fondi alle procure e alle forze dell’ordine

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Ogni volta che la magistratura e le forze dell’ordine arrestano qualche latitante eccellente o sgominano qualche banda a delinquere, quelli del Governo si prendono i meriti sostenendo che “questo Governo è quello che ha fatto di più nella lotta alle mafie”.

In effetti a fare di più sono le forze dell’ordine coordinate da quei magistrati che proprio questo Governo vorrebbe vedere al rogo. Il bello (o il brutto) è che i bra0vissimi ed eroici magistrati, poliziotti e carabinieri, ottengono questi magnifici risultati pur essendo vittima del più clamoroso taglio di risorse che la storia italiana ricordi.

Straordinari non pagati, mancanza di mezzi, persino mancanza di benzina per le macchine. Nelle procure manca moltissimo personale e, soprattutto,manca quasi completamente una adeguata informatizzazione. Non solo, il Governo non aiuta nemmeno sotto l’aspetto legislativo se è vero che, sempre per salvare Berlusconi, sta vagliando un misura per accorciare ulteriormente i tempi di prescrizione. E questo mentre proprio i procuratori antimafia lanciano l’allarme sulla corruzione e chiedono una legge anti-riciclaggio.

E’ vero, sotto questo Governo sono stati inferti colpi durissimi alla “mafia della lupara” anche se non è stata toccata la mafia più pericolosa, quella dei colletti bianchi e degli intrallazzi con la politica. E’ come arrestare il manovale per i reati commessi dall’imprenditore edile lasciando quest’ultimo in libertà. E poi la smettano questi politici di rivendicare meriti che non sono loro ma dei magistrati e delle forze dell’ordine. Facciano piuttosto quelle leggi che possano davvero aiutare chi lotta contro il crimine organizzato, a partire dalla legge sulla corruzione, da mesi stranamente arenata al Senato, e ad una legge anti-riciclaggio degna di questo nome.

Brigitta Donati

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