Mafia capitale: italiani rassegnati a questa politica

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Suvvia, di cosa ci vogliamo sorprendere in merito alla operazione Mafia Capitale? Che i politici prendano mazzette? Lo sapevamo da un bel po’. Che la criminalità organizzata inquina e indirizza la politica di qualsiasi colore? Anche questo lo sapevamo. Che uno come Massimo Carminati, nonostante i suoi precedenti, potesse gestire con estrema tranquillità un vero e proprio sistema mafioso? Succede quotidianamente.

La verità è che la gente non si scandalizza più di nulla in questa Italia allo sbando, nemmeno che sia partita immediatamente la solita corsa allo sciacallaggio politico dove tutti sono più onesti di tutti gli altri.

Alle ultime elezioni politiche moltissimi italiani hanno votato il Movimento 5 Stelle perché credevano che una ventata nuova nella politica potesse in qualche maniera cambiare le cose. Poi, quando si è iniziato a parlare di microchip, di scie chimiche, quello che va in Israele e dice di essere in Palestina, l’altro che sostiene che i terroristi dell’ISIS, poverini, vanno capiti e bisognerebbe dialogarci, anche gli italiani che hanno votato il M5S hanno capito che la politica, quella vera, non si fa a suon di chiacchiere e distintivo.

Già, la politica, questa parola che in Italia non riusciamo più a scrivere con la P maiuscola, che francamente ci ha pure stufato, che ci ha fatti entrare in una sorta di limbo chiamato rassegnazione, quella stessa rassegnazione che al bar, quando si parla di Mafia Capitale, ci fa sorridere amaramente invece di farci indignare. Tutto normale in questo Paese che sarebbe bellissimo se non fosse che è marcio (in tutti i sensi visti i disseti idrogeologici).

Renzi, che su questo sito si è più volte sostenuto credendo che avrebbe fatto bene all’Italia, l’altra sera in TV su La 7 diceva di rifiutare il concetto che “la politica è tutta uguale”. Bene, lo dimostri. Dimostri che la politica non è tutta uguale e che ci sono anche buoni politici. Per ora non ha dimostrato un gran che anche se di tempo ne ha avuto davvero poco e nessuno pensa che abbia la bacchetta magica che cancelli con una magia 60 anni di mala-politica (termine dal doppio significato). Però, lo dobbiamo dire, qualche cosina in più ce lo saremmo aspettati.

La gente non va più a votare non perché c‘è uno che si chiama Matteo Renzi o Matteo Salvini, non perché non c’è più Berlusconi o Casini, la gente non va più a votare perché è convinta che a chiunque vada il loro voto non cambierà nulla. Si chiama rassegnazione ed è ben visibile da quel sorrisetto stampato in faccia quando al bar si parla di Mafia Capitale.

C’è solo un modo per tornare a far avvicinare la gente alla politica, a farci tornare a scrivere quella parola con la P maiuscola, quello di dimostrare veramente che “la politica non è tutta uguale”. Mafia Capitale è solo un episodio che immagino non sarà neppure isolato. Quante “mafie” come questa ci saranno in giro per l’Italia? Ora abbiamo una grande occasione per fare pulizia senza nasconderci dietro al dito del colore politico e della ideologia. Facciamolo una volta per tutte e vedremo finalmente la gente tornare alle urne e la rassegnazione trasformarsi in speranza.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Bianca B.

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