Manovra: va un po’ meglio ma ancora non basta

Ok, rimane una manovra lacrime e sangue e ancora poco equa (poi vedremo perché) ma le ultime correzioni l’hanno resa meno pesante per i ceti più poveri e questo è già un risultato non da poco vista la tendenza degli ultimi anni.

La rivalutazione ci sarà per le pensioni fino a 1400 euro. Sull’IMU (ex ICI) viene inserito una sorta di quoziente famigliare con l’applicazione di un bonus peri figli che sarà di 50 euro a figlio. Ulteriori detrazioni arrivano dalla franchigia che sarà di 200 euro (170 euro dal 2014). Il bollo su i conti correnti sarà a partire da quelli con più di 5000 euro. Cambia il prelievo sui fondi scudati che non sarà più una tantum ma diverrà strutturale. Gli evasori graziati dal Governo Berlusconi dovranno così pagare il 10 per mille che diventerà il 4 per mille a partire dal 2014. Viene poi inserita (finalmente) una patrimoniale sui titoli e sulle attività finanziarie (fondi comuni, assicurazioni e gestioni patrimoniali). Infine viene messo un tetto massimo agli stipendi d’oro dei manager e un contributo di solidarietà pari al 15% per le pensioni che superano i 200 mila euro.

Insomma, per alleggerire il fardello sui pensionati e sui più poveri,  per una volta si è andati a prendere i soldi dove ci sono. Qualcuno ancora dice che non basta, ma è un primo passo avanti importante e non va dimenticato che questo Governo è al potere da meno di un mese e si è trovato nella condizione di dover fare subito cassa.

Cosa manca ancora? Prima di tutto manca una politica seria di sviluppo ma a quanto pare ci stanno già lavorando. Ricordiamo sempre che una politica di sviluppo non è stata fata dai governi precedenti negli ultimi 17 anni, quindi non si può pretendere che in poche ore questo Governo faccia il miracolo. Mancano i tagli al sistema politico e non mi riferisco solo agli stipendi dei Parlamentari ma a tutto il sistema. Bisogna poi avere il coraggio di mettere le mani in maniera decisa sulle liberalizzazioni. Non basta toccare le farmacie ma vanno presi di mira anche gli ordini professionali, i taxi ecc. ecc. Infine quelle che probabilmente sono le cosa più difficili da fare: la prima è sfilare un po’ di soldini alla Chiesa Cattolica costringendola a pagare l’ICI (IMU) sui suoi immobili che sono circa il 20% del patrimonio immobiliare del nostro Paese. La seconda è far pagare le frequenze TV, cosa questa alla quale Berlusconi (per ovvi motivi) si oppone fermamente. Qualcuno potrebbe dire che manca ancora anche una seria lotta all’evasione fiscale ma credo che questa sia una cosa scontata che ritengo possa rientrare nella politica di sviluppo seria di cui parlavamo prima. Io vorrei invece aggiungere a questa lista una seria lotta alla corruzione, un male endemico del nostro Paese di cui purtroppo si parla sempre troppo poco.

Nonostante la manovra “lacrime e sangue” il Governo Monti continua a mantenere un altissimo grado di fiducia nel popolo italiano e questo può voler dire solo che gli italiani si rendono conto che la situazione è gravissima e se ne viene fuori solo con grandi sacrifici. La differenza rispetto al passato è che in questo caso il popolo italiano vede qualcosa che si proietta nel futuro, cioè che si fanno sacrifici per avere un ritorno domani e non, come in passato, che si fanno sacrifici finalizzati solo a coprire l’incompetenza e il ladrocinio della politica. Finalmente si parla di mettere mano sulle tante caste che infestano questo povero Paese.

Tamara Rinaldini

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