Marò: gravissime offese al popolo italiano dalla stampa indiana

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Il caso dei due marò non si riduce solo a una disputa giudiziaria che, nonostante il debole comportamento del Governo italiano, è comunque ancora tutta da giocare. La stampa indiana ha trasformato questo caso in una lotta che sfiora il razzismo. In particolare un articolo di Balaji Reddy, giornalista indiano molto seguito, vomita sull’Italia e sugli italiani una serie di accuse e insulti che stranamente non sono stati registrati dai media occidentali né dal governo italiano che ancora una volta dimostra la sua debolezza.

L’articolo, che risale allo scorso 16 marzo quando cioè ancora era in corso il braccio di ferro tra Italia e India sulla restituzione dei due marò, è un insieme di accuse infamanti e offese verso gli italiani che dimostra in maniera inconfutabile come sia impossibile pretendere dalla Corte Indiana un processo equo nei confronti dei due militari italiani.

Il giornalista parte accusando l’Italia e gli italiani di essere un popolo razzista, corrotto e arrogante che tende a sminuire le persone di colore. Sostiene che i militari italiani sono praticamente degli “stupidi dal grilletto facile” che hanno sparato sui marinai indiani perché erano di colore e pensando che ci fosse una “correlazione tra pirateria e colore della pelle”. Poi parte lancia in resta con una serie di accuse verso l’Italia e gli italiani che fanno davvero accapponare la pelle. Prima dice che l’Italia ha ingannato l’Alta Corte Indiana (ma non erano gli indiani ad aver ingannato il comandante della petroliera italiana?), poi afferma che questo comportamento è tipico di “tutto o quasi il popolo italiano, un popolo dedito all’inganno e alla menzogna”. Poi sostiene che nemmeno l’Unione Europea ha il controllo sul razzismo italiano affermando che questa è la prova che tutta l’Europa è razzista.

Sempre attaccando l’Europa, afferma che “l’Unione Europea vorrebbe che India e Italia trovino una soluzione reciprocamente accettabile”. Secondo Balaji Reddy anche questo è un sintomo del razzismo europeo perché “quando le persone commettono un crimine dovrebbero essere punite secondo la legge del Paese dove quel reato è stato commesso”. Poi prosegue con tutta una serie di valutazioni sull’inganno italiano e conclude con una affermazione molto forte in merito al fatto che l’India non deve avere paura di nessuno perché nel 2050 sarà la prima potenza economica e militare e questo atteggiamento indiano nei confronti dell’Italia deve essere un esempio per tutti perché “l’India non ha paura di nessuno, nemmeno dei caucasici che si sentono la razza dominante”. E, per finire in bellezza, dice che “l’Italia sarà riportata sulla terra dall’India” e che “la fine del razzismo in Italia è solo questione di tempo o come nazione sarà sconfitta o demolita”.

Ora, la prima domanda che mi sento di fare al sig. Balaji Reddy è se sia a conoscenza che l’India, che lui tanto difende, ha preteso il rientro di decine di suoi militari che, coperti dalle insegne dell’Onu, in Repubblica Democratica del Congo si erano resi colpevoli di decine di stupri. Il Congo voleva processarli in loco ma l’India ne ha preteso il rientro. Come mai il sig. Balaji Reddy non ne fa cenno e non chiede che quei militari vengano processati in Congo? La seconda domanda che vorrei fare al sig. Balaji Reddy è se lui è mai venuto in Italia o in Europa e se si sia sentito discriminato per il colore della sua pelle. Ha idea di quanti indiani ci siano in Italia e in Europa? Infine mi piacerebbe chiedergli se è al corrente dei metodi della polizia indiana  che compie veri e propri arresti a scopo di estorsione che in alcuni casi hanno tenuto italiani innocenti in prigione per ben tre anni. Una pratica molto diffusa in India (ci sono decine di testimonianze).

E ora mi chiedo con che spirito possiamo aspettarci dall’India un trattamento onesto nei confronti dei due marò italiani quando la stampa indiana (e quindi quelli che la leggono) pensano quello che il sig. Balaji Reddy ha detto degli italiani.

L’articolo di Balaji Reddy è un insulto verso tutti gli italiani a cui il nostro Governo (ormai quello futuro) ha il dovere di replicare con durezza arrivando anche a boicottare i prodotti indiani. Non bastava l’umiliazione di rimandare i due marò in India, adesso dobbiamo anche accettare inermi queste infamanti accuse di razzismo e di essere un popolo dedito all’inganno e alla menzogna, accuse che di certo non ci meritiamo.

Tamara Rinaldini

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