Marò: vergogna planetaria italiana

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Rientro in Italia dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

Contrordine, i marò tornano in India. Dopo aver dimostrato di avere le palle negandone la riconsegna, l’Italia si evira da sola rispedendo i due marò italiani accusati di omicidio in India, nelle mani di una giustizia che fino ad oggi ha mostrato di essere tutto fuorché giusta e limpida.

E’ un dietrofront umiliante che solo il nostro Paese poteva fare, una resa incondizionata alla prepotenza indiana e al disinteresse interessato dell’Unione Europea e dell’Onu.  Infatti nessuno ci toglie dalla testa che i due marò e la giustizia siano stati sacrificati sull’altare degli accordi di libero scambio tra l’Unione Europea e l’India, accordi fermamente voluti dalla solita Catherine Ashton che, guarda caso, è sta molto tiepida (per usare un eufemismo) con le azioni indiane contro il nostro ambasciatore.

La decisione di svendere i nostri due marò alle prepotenze indiane è arrivata ieri ed è stata comunicata dal Governo con un comunicato stampa scarno e ridicolo dove sostanzialmente si afferma che “possiamo stare tranquilli, i nostri marò non saranno condannati a morte”. E’ l’ultima porcata del Governo Monti che sin dall’inizio aveva gestito la faccenda in maniera del tutto inadeguata.

Silenzio imbarazzato del Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, di solito prodigo di post su Facebook, il quale ha postato solo il comunicato stampa di cui si parlava sopra.

Scarse anche le reazioni politiche a questo vergognoso dietrofront del Governo Monti, mentre plaudono i soliti ignobili pacivendoli sempre pronti a sparare (non solo metaforicamente parlando) contro i nostri militari.

Redazione

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