Massacri di cristiani in Nigeria: il problema non è più solo africano

«La comunità internazionale farebbe un enorme errore a continuare a sottovalutare quanto sta avvenendo in Nigeria e a considerarlo solo un problema locale». A pronunciare queste parole è S.L. (il nome è volutamente occultato), una delle maggiori analiste ed esperte di “data mining” israeliane.

Armi iraniane sequestrate nel porto di Apapa destinate a Boko Haram

«La Nigeria non sarebbe proprio il nostro scacchiere di interesse se non fosse che lo scorso anno è stato sequestrato dalle autorità nigeriane un mercantile pieno di armi proveniente dal porto di Bandar Abbas (Iran) il che ci fa pensare che dietro alle forniture di armi ai terroristi islamici nigeriani di Boko Haram ci sia, tra gli altri, Teheran» ha continuato la giovane esperta analista.

Gli ultimi attentati avvenuti ieri a Kano hanno fatto oltre 160 morti. La rivendicazione è arrivata subito dal gruppo terrorista islamico di Boko Haram, un gruppo che a detta degli esperti si rifà all’ideologia taliban ma che in effetti è qualcosa di molto più complesso dove elementi Sciiti si confondono con Wahabiti e Sunniti. Un mix letale che rischia non solo di destabilizzare la Nigeria, ma anche gli Stati vicini e tutta l’Africa Occidentale.

Qualche cosiddetto esperto occidentale continua ad affermare che in Nigeria non è in corso una “guerra di religione” ma che ci si rovi di fronte ad uno scontro armato che ha origini politiche. I fatti dimostrano esattamente il contrario. Boko Haram continua a massacrare i cristiani solo perché cristiani e non perché facenti parti di una fazione politica avversa. E a soffiare sul fuoco ci sono potenze esterne che provvedono a finanziare, addestrare ed armare i terroristi islamici nigeriani. Il loro obbiettivo principale (quello che loro chiamano il “primo passo”) è quello di instaurare uno Stato islamico in Nigeria che abbia come unica fonte legislativa la Sharia (la legge islamica). I passi successivi sono quelli di esportare questo “modello” in tutta l’Africa.

La Nigeria è il primo produttore di petrolio africano, per questo potrebbe far gola a diverse “potenze islamiche”. Al momento l’unico collegamento che si ha tra Boko Haram e una potenza islamica è quello con quel mercantile di armi iraniane sequestrate nel porto di Apapa. Se tanto da tanto…….
Ecco perché, e torniamo alle parole dell’analista israeliana, quello che avviene in Nigeria non può più essere considerato solo un problema locale ma deve essere visto come un problema globale, sia di carattere religioso che geo-politico.

Sarah F.

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